luglio 10th, 2017

Artrite reumatoide, nuova speranza di cura grazie alla terapia sarilumab

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 9:37am

La combinazione di farmaci sarilumab e metotrexato (Mtx) ha ottenuto il parere positivo da parte della Commissione europea per il trattamento dell’artrite reumatoide moderata o grave in pazienti adulti che non rispondono in maniera adeguata, oppure risultano intolleranti a uno o più farmaci antireumatici modificanti il decorso della malattia (Dmard). (altro…)

Alzheimer: svelata la struttura atomica della proteina Tau, vicini a nuove cure

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 9:26am

Nel cervello dei malati di Alzheimer, la proteina Tau viene modificata in modo che, invece di adempiere alle sue funzioni normali, formi filamenti che si accumulano in grovigli, danneggiando le cellule nervose. (altro…)

Licata: bimbo di 3 anni e mezzo con rara disfunzione può curarsi solo a Roma, i genitori disoccupati lanciano un appello all’Asp

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 9:23am

Bimbo di 3 anni e mezzo con una rara disfunzione può curarsi solo a Roma, i genitori lanciano un appello all’Asp.

Il piccolo è affetto da ipercolesterolemia familiare (omozigote) e l’unico centro dove poter eseguire la cura è l’ospedale Bambino Gesù di Roma. Per i giovanissimi genitori del piccolo di Licata – secondo quanto riportato da il Giornale di Sicilia – è iniziata una vera e propria odissea. Sono stati costretti a recarsi ogni otto giorni a Roma per eseguire il trattamento.

“All’inizio ci è sembrata una semplice dermatite – racconta, al Giornale di Sicilia, la mamma del piccolo – perché a nostro figlio erano comparsi dei puntini sulla pelle. Ma il dermatologo ci ha detto che non era un fattore legato all’epidermide. Quindi ci siamo rivolti ad una struttura sanitaria del Nord ed alla fine abbiamo saputo di cosa si trattava. Nostro figlio ha una ipercolesterolemia familiare (del tipo omozigote)”.

Si tratta dell’aumento notevole della quantità di colesterolo nel sangue ed è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Una disfunzione causata da una particolare alterazione genetica che produce un eccesso di colesterolo nel sangue. Per i pazienti omozigoti è raccomandato un trattamento chiamato plasmaferesi extracorporea delle LDL (o LDL aferesi), che consiste nel depurare il sangue dalle LDL per mezzo di una speciale apparecchiatura, come avviene durante una dialisi. Nella maggior parte dei casi questa procedura viene effettuata ogni due settimane ma nel caso del piccolo di Licata deve essere eseguita ogni settimana, massimo ogni 8 giorni.

Ecco allora che per questi genitori diventa molto problematica la cosa da gestire, soprattutto per la lontananza.

Ci uniamo anche noi al loro disperato appello.

C’è un altro ospedale dove è possibile fare il “lavaggio del sangue” ma è sempre a Roma. “Ogni volta che ci rechiamo a Roma – spiega, ancora, la mamma del piccolo al Giornale di Sicilia – spendiamo attorno a 250 euro che moltiplicato per 4 sono mille euro al mese. Mio marito è disoccupato, per cui finora ci siamo fatti aiutare da parenti ed amici. Ormai facciamo questa vita da un anno. L’Asp ha rimborsato solo poche centinaia di euro in un anno e non garantisce l’assistenza domiciliare che deve essere fatta con personale specializzato. Sono io ad occuparmi della medicazione grazie ad un corso di formazione che ho fatto a Roma. Per il lavaggio dei cateteri serve personale specializzato ed un farmaco specifico che è l’eparina”.

“Qualcuno ci dice: perché non vi trasferite a Roma? Ma dove andiamo se non troviamo un lavoro – ha detto il padre del bambino – . E poi perché dobbiamo andarcene dalla nostra terra? Non è possibile che a nostro figlio venga data la possibilità di fare il trattamento nell’ospedale della sua città?”.

Riscatto della laurea gratis per coloro che si iscrivono all’università nel 2018

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 8:44am

Il costo sarà gratuito per chi vorrà riscattare la propria laurea e iscriversi all’Università nel 2018. E’ la proposta del sottosegretario Paolo Baretta, anticipata dall’edizione cartacea del quotidiano ‘Il Messaggero’ per dare la possibilità ai ‘Millenials’ di ricevere contributi per il periodo passato a studiare.

Così, dopo l’ipotesi di riscatto gratuito per i nati tra il 1980 e il 2000, Baretta propone di aprire anche un tavolo di lavoro affinché gli immatricolati del prossimo anno possano ricevere i primi contributi “già tra tre anni”.

Il sottosegretario all’Economia ha chiesto dunque all’Inps di quantificare le risorse necessarie. E’ possibile, che l’iniziativa venga applicata soltanto a chi si laureerà entro i tempi previsti dal piano di studi.

L’obiettivo, però, sarebbe quello di rendere la proposta retroattiva e applicarla anche a chi è nato dopo il 1980, si è laureato senza andare fuori corso. In questo caso, però, l’onere per lo Stato sarebbe molto più alto e potrebbe essere possibile una piccola partecipazione per ic contributi da parte anche del laureato.

E chi ha già riscattato la laurea? In questo caso resta un grosso nodo da sciogliere. Per Baretta si tratta di una questione di “solidarietà intergenerazionale” e la proposta ha un “significato anche culturale”. Il messaggio che si vuole mandare, è che la vita lavorativa inizia prima del primo giorno di lavoro, scegliendo l’università.

Dipendenti statali, aumenti a chi guadagna meno

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 7:35am

Sono previsti degli aumenti per la Pubblica amministrazione. Aumenti che riguarderanno tutti i dipendenti attraverso un meccanismo che favorisca gli statali che guadagnano meno, con aumenti più generosi rispetto a chi incassa super stipendi.

Ovvero, in termini di aumento percentuale, sarà dato di meno a chi guadagna molto (si pensi ai dirigenti con redditi tra i 150 mila a 240 mila euro lordi all’anno) e di più ai dipendenti più deboli.

Gli statali dunque, dopo nove anni di stipendi fermi dovrebbero incassare 85 euro, lordi, al mese ma la cifra è solo una media, c’è chi prenderà di più e chi di meno secondo precise fasce retributive.

Cancro al seno, niente più chemio grazie ad un test molecolare

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 6:32am

Le pazienti alle quali è stato diagnosticato un cancro al seno, possono fare a meno della chemio se sottoposte al nuovissimo test molecolare.

Il problema maggiore della chemioterapia, si sa, sono i terribili effetti collaterali.

Ecco allora che un semplice test molecolare, pare altamente affidabile, sarebbe in grado di predire l’efficacia o meno della chemioterapia stessa sulle pazienti operate per cancro al seno.

Il test sarebbe in grado anche di prevedere le probabilità di recidive entro i 10 anni.