Sesso: Donne per una sola notte o da sposare?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 29 Set 2010 alle ore 2:00am

Viviamo nell’utopica convinzione che “sex and city“, sia un modello reale di vita, di uno spaccato in cui la ricerca del partner passi necessariamente ed eluttabilmente attraverso il lunguaggio della sessualita’ e del corpo, in una utopica rincorsa della approvazione e conferma da parte dell’altro, o che si voglia lui, ma non solo, creando allusioni che si considerano erotiche mentre sono solo ambigue ed ambivalenti.

Questo ha comportato, una tutto sommato risibile leggenda metropolitana, in cui siamo, nostro malgrado, coauditori di immaginarie passioni di una notte, di fugaci incontri sessuali da filmetti trash anni 80, e il tutto condito da vanto e, soprattutto, senza il minimo accenno nè alla morale, nè ad ipotetici sensi di colpa, perché corrisposti da una consuetudine ed accettazione sociale che se moralmente dovrebbe aprire determinate interrogazioni, eticamente viene ben presto risolto come quasi un fenomeno di costume e di scambio di piacere.

Spesso sentiamo parlare di periodi della vita, sovente dopo una lunga e impegnativa relazione, in cui, quasi a dover bilanciare quel compartamento spesso considerato “inutilmente corretto”, ci si dirige alla ricerca spasmodica di storie non impegnative, fugaci “storie di sesso“.

Ma siamo proprio certi che ciò che consideriamo frugale e non impegnativo in realtà non va a ledere quel senso di noi stessi?

Siamo certi che la sola approvazione narcisistica riesca ad edulcorare la verità del dopo, ovvero quella poca soddisfazione che può arrivare da un coito che non ha, e non può avere, quelle doverose attenzioni, e quelle armonizzazioni che vanno e vengono attraverso la stima e la complicità di un partner, che ha voglia di capire come darci piacere e non solo come aver piacere?

Quello che mettiamo a rischio non e’ solo la salute fisica, che può comunque essere salvaguardata attraverso i mezzi di precauzione tipo condom. Purtroppo, i preservativi per l’anima, ancora non esistono, e il solo mezzo di salvaguardia e’ la nostra coscienza; che può e deve accettare, di buon grado, il brivido di una passione venuta ad attuarsi in una notte, ma che non può considerarsi ogni notte, come un buffet in cui mangiare bulicamente emozioni sessuali, che servono solo a far ingrassare l’anima di poco o nulla.

Dr. Paolo Pozzetti
Psicologo psicoterapeuta