Screening per cromosomi, utile per la scelta degli ovuli della fecondazione in vitro

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 17 Ott 2010 alle ore 10:44am

Due gemelle sono nate in Germania a giugno mentre un maschietto è nato a settembre in Italia. Stiamo parlando dei tre bambini, figli del primo studio di selezione genetica della fecondazione in vitro. La ricerca è stata condotta dall’Eshre, Società europea per la riproduzione umana e di embriologia.

Tra i centri che hanno partecipato a questa sperimentazione, abbiamo il Sismer di Bologna.

Le nascite sostanzialmente, sono l’ultima fase di una ricerca che vuole dimostrare come il controllo degli ovociti e degli embrioni prima della fecondazione in vitro possa aumentare i tassi di natalità.

Secondo i ricercatori, questi sono i primi successi di uno studio pilota sulla ibridazione genomica comparativa (Cgh) con microarray, un nuovo metodo di screening degli ovociti per la Fivet, capace di esaminare l’intero corredo dei 23 cromosomi del globulo polare e di rilevare dunque una gamma più ampia di eventuali anomalie.

Luca Gianaroli, presidente dell’Eshre ha così spiegato questo traguardo “Molti degli embrioni che noi trasferiamo hanno cromosomi anormali” ha concluso dicendo “Per questo in due casi su tre, l’embrione che impiantiamo non porta a una gravidanza”.

La dottoressa Magli ha aggiunto mettendo in risalto che “lo studio ha già attirato molti interessi da parte della comunità scientifica”. “E’ la prima volta che un società simile riesce a portare avanti una ricerca con un valore clinico tale da portare a una rivoluzione della fecondazione in vitro”.

Nel 2011 si estenderà la sperimentazione.