Un farmaco innovativo contro le malattie reumatiche

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Ott 2010 alle ore 2:00am

Se il dolore e la tumefazione di tre o piu’ articolazioni, dura più di 12 settimane, deve spingere il paziente magari dietro consiglio del medico di famiglia, a prenotare una visita dal reumatologo, che eseguira’ le opportune valutazioni cliniche per confermare o smentire l’ipotesi diagnostica di artrite reumatoide.

Il professor Giovanni Lapadula, ordinario di Reumatologia e direttore del Dimimp, Universita’ di Bari dice “Attenzione ai primi segnali, a 12 settimane si fa in tempo ad arrestare la malattia, malattia che corre inesorabile e che il senso comune attribuisce erroneamente all’avanzare dell’eta’”.

Infatti, l’artrite reumatoide colpisce soprattutto le donne in eta’ fertile “e’ una malattia al femminile, il rapporto donna-uomo e’ di 3 a 1 e comunque nell’uomo la malattia e’ meno aggressiva” aggiunge l’esperto. Ebbene, trova il suo picco nella fascia di età che va dai 25 ai 50 anni e, ad oggi, colpisce lo 0,8-1% della popolazione adulta.

Di questo si è parlato nel corso dell’incontro promosso a Roma da Schering-Plough, ‘Malattie reumatiche: verso una terapia dal volto umano’.

Lapadula, conclude dicendo “Il pregiudizio sull’eta’ di insorgenza determina ahime’ un forte ritardo nell’approccio con lo specialista, e dunque la perdita di tempo prezioso per mettere in atto la terapia”.

Sono trascorsi dieci anni da quando è arrivato in Italia il primo farmaco biologico per la terapia delle malattie reumatiche immunomediate, ma ora in occasione di questo congresso, viene presentato un nuovo prodotto con caratteristiche innovative entra nell’armamentario terapeutico degli specialisti.

Il suo nome è Simponi® (golimumab), un anticorpo monoclonale totalmente umano che ha ricevuto contemporaneamente le indicazioni per artrite reumatoide, spondilite anchilosante e artrite psoriasica.

In cosa si differenzia dall’altro? Dunque, oltre alla efficacia e alla sicurezza certificate da ben cinque studi registrativi, c’è la semplicità di somministrazione, effettuabile una sola volta al mese per via sottocutanea, e dall’utilizzo di un iniettore predosato appositamente studiato per favorirne l’uso in pazienti con compromissione articolare, frequente in caso di artrite reumatoide e artrite psoriasica.

Golimumab può ridurre, in modo considerevole le reazioni nel sito di iniezione, oltre ad aver dimostrato un’efficacia che si consolida nel tempo grazie ad un’elevata specificità di azione nei confronti del Tumor Necrosis Factor alfa, una citochina che rappresenta il denominatore comune dell’infiammazione in diverse patologie autoimmuni.