Addio a Jill Clayburgh

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 06 Nov 2010 alle ore 6:31pm

L’attrice statunitense Jill Clayburgh si è spenta ieri nella sua casa di Lakeville, un villaggio della Contea di Litchfield, nel Connecticut, dopo aver convissuto per 21 anni con una leucemia cronica.

Nata il 30 aprile 1944 a New York da una famiglia benestante di origine ebrea, dopo aver frequentato le più prestigiose scuole newyorkesi ed essersi laureata in teatro, cominciò la sua carriera di attrice recitando sui palcoscenici teatrali di Boston; nel 1968 recitò con Jack Klugman in una rappresentazione a Broadway, ma il suo debutto non fu dei più fortunati, poiché lo spettacolo rimase in cartellone solo per cinque serate.

Il suo esordio cinematografico, invece, avvenne nel 1969, nel film “La festa di nozze” di Brian De Palma, accanto ad un giovane e a sua volta debuttante Robert De Niro.

Fu soltanto nel 1976, però, che l’attrice statunitense riuscì ad ottenere un vero successo sul grande schermo, grazie alla sua straordinaria capacità di interpretare magistralmente tanto ruoli drammatici (“Quando passi da queste parti”), quanto personaggi più brillanti (“Wagons lits con omicidi”): a conferma di ciò, tre anni dopo ottenne la sua prima nomination all’Oscar come migliore attrice per la sua parte nel film di Paul Mazursky “Una donna tutta sola” (grazie al quale vincerà il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes); sempre nel 1979 interpretò Caterina Silveri nel film “La luna”, di Bernardo Bertolucci, mentre l’anno successivo si aggiudicò nuovamente la candidatura all’Academy Award per il suo ruolo in “E ora: punto e a capo”.

Nel 1978, dopo aver avuto una relazione di cinque anni con Al Pacino, sposò il commediografo e sceneggiatore David Rabe, con il quale ebbe due figli.

Oltre ad essere stata attrice teatrale e cinematografica, Jill Clayburgh lavorò anche in numerose serie televisive, come “Law & Order”, “Ally Mc Beal”, “The Practice” e, nella sua lunga carriera artistica, recitò anche al fianco di attori di grande spessore, come Walter Matthau, Burt Reynolds, Michael Douglas, Peter Falk.

di Chiara Gazzini