Le Mastiti

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 14 Nov 2010 alle ore 1:00am

Le flogosi della mammella possono rappresentare una patologia propria della mammella oppure costituire parte di un’ infezione sistemica. La flogosi più frequente è rappresentata dalla mastite insorta in corso di allattamento, mentre più rare sono quelle sostenute da micobatteri, miceti o protozoi.

La mastite puerperale è’ un‘infiammazione della mammella che insorge prevalentemente nelle fasi di maggiore attività funzionale della ghiandola , in particolar modo durante il periodo dell’allattamento, ed è provocata da microrganismi per lo più stafilococchi, o streptococchi che penetrano nella ghiandola attraverso piccole ferite, ragadi, o escoriazioni del capezzolo, propagandosi attraverso i dotti galattofori e le vie linfatiche. La mastite può essere acuta o cronica.

Mastite acuta puerperale si manifesta con indurimento caldo a cui fa seguito una tumefazione con iperemia (arrossamento) della mammella oltre a dolore che si fa più intenso durante le poppate e la palpazione. Può esserci la comparsa di una secrezione purulenta dal capezzolo associata a febbre oltre a malessere generale . E’ più frequente nelle primipare o nelle donne che sospendono l’allattamento. Il processo infiammatorio può presentarsi con due aspetti:

La cellulite (senza pus): è la fase antecedente l’ascesso mammario: può regredire sotto antibioticoterapia, ma può evolversi verso l’ ascesso mammario.

L’ascesso mammario: insorge generalmente nell’arco di 24-36 ore dalla cellulite, anche se l’impiego immediato di antibiotici può in certi casi mascherare l’evoluzione rallentandone l’evidenza clinica. Trattasi di un quadro clinico importante spesso la paziente è molto preoccupata dal peggioramento della sintomatologia, il dolore può essere acuto, ingravescente: in questi casi è necessario sottoporre la paziente a una ecografia mammaria e nel caso effettuare un‘incisione chirurgica per liberare il pus da eventuali cavità e se necessario posizionare un drenaggio chirurgico. La mammella necessita di medicazioni, zaffatura della ferita e la guarigione può avvenire nell’arco di due-tre settimane. La copertura mediante antibiotici è essenziale per favorire i processi di guarigione La profilassi della mastite si basa essenzialmente sull’accurata igiene della mammella, in quanto i germi responsabili provengono soprattutto dagli indumenti, dalle mani, o dal bambino stesso se affetto da infiammazioni del cavo orale. La sospensione dell’allattamento non è necessario, i parere degli esperti non sono concordi con questo comportamento può essere utile l’allattamento contro laterale e continuare a svuotare il seno affetto dall’infezione, l’antibioticoterapia non è una controindicazione all’allattamento materno.

Mastite acuta suppurativa non puerperale
Si può manifestare come forma di mastite periduttale e può insorgere sia in età pediatrica che nell’adulta. Nella prima forma (pediatrica) lo stimolo ormonale materno (transplacentare) è responsabile dello sviluppo della ghiandola mammaria con possibile produzione di latte da parte del neonato: questa condizione può complicarsi con una infezione batterica.

Nella seconda forma (adulta) l’infezione può essere post-traumatica , da un corpo estraneo (ad esempio protesi mammaria), da un ematoma, o può essere sistemica (per via ematogena: es. tifo).

Mastite cronica ascessuale
Rappresenta la sequela cronica della mastite acuta, può perdurare per alcuni mesi se non trattata. Va fatta diagnosi differenziale con la mastite carcinomatosa (tumore mammario). Consigliabile nei casi dubbi effettuare oltre alle indagini strumentali di routine (ecografia e mammografia) una biopsia mammaria.

Mastite Tubercolare
E’ una patologia rara soprattutto in Occidente; può insorgere come malattia iniziale per un’infezione a livello dei dotti galattofori o più facilmente rappresenta l’espressione di malattia tubercolare sistemica. Si manifesta generalmente nelle popolazioni a rischio più frequentemente durante la gravidanza, spesso è associata ad una linfadenopatia: anche in questo caso è consigliabile una biopsia mammaria.

Altre Mastiti
Tra le meno frequenti sono le infezioni da micobatteri atipici e/o le infezioni micotiche spesso sono associate ad interventi di mastoplastica additiva (pazienti portatrici di protesi mammarie). Una rarissima mastite in Occidente è la mastite luetica caratterizzata da lesioni ragadi forme dell’areola o da tumefazioni mammarie dure senza interessamento linfonodale: in questi casi l’esame microbiologico può permettere la diagnosi delle lesioni delle spirocheta. Le infezioni da actinomiceti sono rare , possono presentarsi nelle pazienti immunodepresse, caratterizzata dalla presenza di una lesione nodulare con o senza fistola. Altri infezioni rare sono quelle da Leismaniosi si presenta come una lesione in corso di malattia sistemica o contratta a livello del capezzolo del neonato infetto. Tra le mastiti di origine virale vanno ricordate quelle che si instaurano in associazione alla parotite in età adulta; spesso è sottostimata per i caratteri fugaci e l’evoluzione è favorevole.

In conclusione

Le mastiti sono eventi abbastanza rari, più frequenti nelle puerpere di varia eziologia che raramente necessitano di un ricovero ospedaliero In caso di un’infiammazione mammaria è utile consultare il proprio medico di fiducia oppure un senologo. E’ consigliabile eseguire un‘ecografia mammaria che permette di confermare la diagnosi clinica. L’antibioticoterapia è generalmente la terapia più utilizzata nelle mastiti puerperali, negli altri casi è sempre opportuno un‘ anamnesi e un esame clinico della paziente che escluda eventuali infezioni non tradizionali (virale, micotiche, luetiche) e/o la presenza di protesi mammarie, infiltrazioni di siliconi, etc.
L’incisione chirurgica e lo svuotamento delle “sacche contenenti materiale purulento“ e la loro zaffatura viene generalmente effettuata sotto controllo ecografico e permette una guarigione più rapida. Nei casi di mastite cronica può essere utile la biopsia mammaria che escluda la presenza di una mastite carcinomatosa.

a cura
Dr. Alberto Capretti
Specialista Chirurgia Plastica Ricostruttiva
Milano