Separarsi dall’altro, separarsi da sé…

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Feb 2011 alle ore 1:00am

In ogni separazione non si modifica soltanto lo scenario della realtà esterna, ma soprattutto ci si trova a ristrutturare assetti anche fondanti del proprio mondo interno. Questo accade quando ci si separa da una persona, come nel caso della rottura di una relazione affettiva, ma anche quando ci si trovi a cambiare lavoro, a dover rivedere alcuni ideali, o a dover rivisitare aspetti di sé, magari del proprio modo di essere o del proprio carattere, che giunti ad un certo punto della propria esistenza si inizia a sentire di voler modificare.

In queste situazioni ci si trova ad avere a che fare con uno stato emotivo molto particolare: l’ambivalenza, cioè un conflitto interno, che si genera perché una parte di noi soffre per la perdita, mentre un’altra parte intravede in essa una trasformazione importante.

E’ un conflitto perché si fa esperienza di sentimenti contradditori: da un lato il dolore e la rabbia per la perdita, che gettano in uno stato di sconforto; dall’altra le nuove prospettive di vita, che derivano anche dalla necessità di ricostruire aspetti di vitalità, ma che sono esposte al “senso di colpa”, per il sentirsi in movimento, malgrado la perdita avvenuta.

Dunque le stesse dinamiche psicologiche che intervengono nel caso del lutto per la morte di una persona cara, si manifestano anche quando perdiamo un oggetto in senso lato e possiamo provare dolore, rabbia, depressione, chiusura in noi stessi, difficoltà ad adattarci alla nuova situazione in cui quella cosa non c’è più.

Non è affatto raro osservare casi in cui il dolore e il lutto per aver perso un posto di lavoro molto amato o per aver tradito una causa ideale, sono uguali o addirittura maggiori al dolore provato per la morte di una persona cara. Tutto dipende dagli specifici significati che ciascuno conferisce alle esperienze della propria vita ed al carattere di eccezionalità dell’evento, cioè dalla misura in cui si era più o meno preparati ad affrontare la situazione.

Dunque la vita nel suo scorrere impone perdite, separazioni e lutti, che provocano sentimenti intensi e contraddittori (come la colpa, la rabbia, il dolore) cui ciascuno cerca di far fronte con le risorse emotive che riesce a recuperare dentro di sé. Tuttavia talvolta le difese e le capacità elaborative del singolo non sono sufficienti a fronteggiare la situazione. E’ in questi casi che occorre cercare l’intervento di un altro che accompagni, uno specialista che dia sostegno, forma, parola, spazio di elaborazione al disagio e, nello stesso tempo, ove possibile, aiuti ad aprire verso nuovi investimenti affettivi e verso nuovi percorsi di senso. Sono diverse le separazioni che si configurano come perdite dolorose, che spesso necessitano di uno spazio competente di ascolto. Su ciascuna di esse si potrebbe parlare a lungo. E’ talvolta necessaria una consultazione specifica per portare in parola i sentimenti coinvolti e dare loro una prima forma e senso. Lo scopo è farsi accompagnare ad un progressivo riaffacciarsi alla vita ed a nuovi investimenti affettivi, evitando che la negazione di tali sentimenti provochi danni fisici e psichici gravi e talvolta irreversibili, danni che a volte possono estendersi anche alle persone che sono vicine.

Perciò il disagio non va visto come qualcosa da scacciare il più velocemente possibile, ma da interrogare, per riuscire a penetrare il suo messaggio, cercare il senso di quello che ci sta accadendo, per rendere più accettabili realtà dolorose e contraddittorie. Occorre capire il messaggio che l’inconscio vuole comunicare, attraverso la sofferenza, ed orientare la vita sullo specifico percorso di ciascuno.

Potrà essere un percorso terapeutico individuale, accompagnati in piena riservatezza a toccare gli abissi più profondi della propria sensibilità, oppure l’eventuale inserimento in gruppi, che consentano la condivisione con altre persone di vissuti analoghi e favoriscano la comprensione e l’accettazione.

Di questo e molto altro parleremo insieme mercoledì 23 Febbraio 2011 alle 21.00 presso la Biblioteca Comunale di Castelfranco Emilia (Mo), Piazza della Liberazione, 5, in un incontro aperto al pubblico.

Dr.ssa Daniela Linciano
Medico Psichiatra e Psicoterapeuta
Milano