Donne e lavoro: ancora discriminate rispetto agli uomini

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Mar 2011 alle ore 10:43am


Nonostante il progresso e la globalizzazione, in cui si parla tanto di emancipazione, di diritti e di parità tra gli individui, le donne europee guadagnano il 15% in meno degli uomini.

Le italiane, secondo i dati Eurispes percepiscono il 16% in meno rispetto ai colleghi, con uno scarto annuale medio che si aggira sui quattromila euro.

Si va così da un minimo dell’1,7% nelle professioni manuali ad un massimo del 20,8%. La cosa non cambia per le mansioni cosiddette intellettuali, dove la differenza media di reddito arriva al 18,8%, e non risparmia neppure le attività commerciali. Va meglio alle impiegate, in cui lo scarto si riduce fino al 3,9% e fra i dirigenti 3,3%.

Le donne ai vertici delle imprese italiane sono ancora poche: solo un 4%, facendo posizionare l’Italia in coda alla classifica europea, staccati anche da Bulgaria e Romania.

Una donna manager di una piccola o media impresa italiana, guadagna ottomila euro lordi in meno all’anno di rispetto ai colleghi, con il prezzo di sacrificare la famiglia al lavoro. Infatti, il 43% di esse non ha figli.

Il Commissario Ue al Lavoro, Vladimir Spidla, sottolinea che il riscatto delle donne nella società europea non è solo una questione etica ma anche e soprattutto pragmatica, perché le donne sono forza-lavoro fondamentale nel mondo della competitività globale e della crisi del welfare, un elemento importante anche per la stabilizzazione sociale e pensionistica in Europa.

Per non parlare delle possibilità occupazionali…Viene data sempre la precedenza agli uomini e molte donne al rietro dalla maternità, finiscono per essere sostituite per sempre.

Il ministro delle Pari opportunità per questo sta cercando di mettere a punto un piano per la conciliazione tra famiglia e lavoro.