Anche l’Italia entra in guerra contro la Libia

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Mar 2011 alle ore 9:40am


Questa mattina alle 10, 30 si è riunito il Consiglio dei ministri per fare il punto sulla situazione libica.

L’Italia sta dando la sua partecipazione in funzione della risoluzione dell’Onu che intende proteggere la popolazione civile della Libia, ma nelle ultime ore è diventata anche intervento militare diretto e non solo logistico con la concessione delle basi sul proprio territorio.

All’inizio del conflitto, a bombardare le postazioni militari di Tripoli durante l’operazione denominata «Odissea all’alba» erano stati aerei francesi, britannici e statunitensi, da ieri sera, invece, partecipano anche i raid italiani contro le truppe del colonnello Gheddafi.

Intorno alle 20, infatti, tre Tornado italiani sono decollati dalla base di Trapani a distanza di pochissimi minuti l’uno dall’altro con destinazione Libia. Mentre un quarto Tornado si è alzato in volo alle 20,30, a seguire altri due che sono stati utilizzati per il rifornimento in volo.

Tutti sono rientrati nella base di Trapani alle 22,20 dopo aver partecipato all’operazione di bombardamento della contraerea di Gheddafi a Tripoli mentre gli aerei dei francesi e dei britannici colpivano la zona della capitale dove si trova anche il bunker del colonnello.

Ignazio La Russa, ministro della difesa, nella trasmissione «In mezz’ora» su Raitre, ha voluto sottolineare che le operazioni contro Gheddafi «hanno un unico comando, che è a Napoli e che è retto dall’ammiraglio Usa Samuel J. Locklear, che resterebbe lo stesso qualora il comando passasse dalla coalizione alla Nato».

Il Presidente della Repubblica che ieri era in visita ufficiale a Milano, ha dichiarato «L’italia non è in guerra contro la Libia ma partecipa a un’operazione autorizzata dalle Nazioni Unite e, in una situazione così drammatica, bisogna evitare di cedere alle paure, ad allarmismi e anche ad assolute fantasie che sono soltanto tese a suscitare allarmismi immotivati». Poi ha aggiunto: «In Libia abbiamo avuto una repressione forsennata e violenta rivolta contro la stessa popolazione libica da parte del governo e del suo leader Gheddafi. La carta dell’Onu prevede anche azioni delle forze armate volte anche a reprimere le violazioni della pace».