Da stamani il Giappone ha alzato al livello 7, il più alto, il grado di pericolosità dell’incidente avvenuto a Fukushima.

Così ora è drammaticamente ufficiale: l’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha dichiarato che l’incidente nucleare avvenuto alla centrale di Fukushima in seguito al terremoto-tsunami dell’11 marzo, è pari al disastro di Chernobyl del 1986, il più grave mai verificatosi.

Una prima stima era stata anticipata dagli esperti e dalla stampa giapponese. Ma ora si teme che la situazione possa ancora peggiorare.

La Tepco società che gestisce la centrale nucleare giapponese danneggiata di Fukushima, ha dichiarato di temere che la fuga di radiazioni possa essere anche maggiore di quella verificatasi a Chernobyl. Intanto continuano le scosse di terremoto con epicentro proprio nella prefettura di Fukushima.

La Tepco, intanto, ha dovuto chiedere ai lavoratori di evacuare l’impianto della centrale nucleare.

Era stato precedentemente uno studio commissionato da Greenpeace Germania al Dr. Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, ad anticipare questa gravità alcune settimane fa.

Era sembrato fin da subito agli esperti, che l’incidente avvenuto presso la centrale giapponese di Fukushima avesse “rilasciato un tale livello di radioattivita’ da essere classificato di livello 7, secondo l’International Nuclear Event Scale (INES)”.

Greenpeace aveva comunicato che, secondo “lo studio del Dr. Hirsch, basato sui dati pubblicati dall’Agenzia Governativa Francese per la Protezione da Radiazioni (IRSN) e dall’Istituto Centrale di Meteorologia Austriaco (ZAMG)”, la quantita’ totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra l’11 e il 13 marzo 2011, equivale “al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7 nella scala INES”.

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