Impiegata di banca si licenzia e con la liquidazione acquista per 127.000 euro l’Isola di Spargi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Apr 2011 alle ore 3:59pm


L’isola di Spargi, appartenente all’arcipelago della Maddalena, è stata messa all’asta dal giudice per le esecuzioni immobiliari del tribunale di Tempio Pausania.

Ad acquistarla Sara Sorbino, 32 anni, di Chiusi, che si è trasferita a Roma per la Banca Monte dei Paschi di Siena, ma avendo dentro una passione per la Sardegna, una passione per la natura e una passione per la libertà ha deciso di licenziarsi dalla Banca e con i soldi della liquidazione di comprarsi un piccolo pezzo di paradiso.

“E’ il simbolo di un sogno, per questo ho comprato una porzione dell’isola di Spargi nell’arcipelago della Maddalena» ha spiegato Sara Sorbino.

“127.000 euro sono troppo pochi per comprarmi una casa, sufficienti, assieme ad altri risparmi per provare a vivere un sogno e dico provare perché sono consapevole che probabilmente adesso lo Stato eserciterà un diritto di prelazione, ma non mi importa. Dopo Pasqua però ci voglio andare almeno una volta con mia figlia”.

Tale procedimento civile è stato promosso dalla Società italiana Gestione crediti Spa, finanziaria di Roma, che vantava titoli nei confronti del proprietario di una parte (quasi la metà) dell’isola di Spargi.

Stiamo parlando del defunto conte di Spargi, al secolo Giovannino Catuogno, ponzese trapiantato nell’isola tra le due guerre, che per anni tentò invano di fare causa di usucapione allo Stato.

Da qui il pignoramento da parte della società romana, che si occupa di recupero crediti, nel 2006, per la metà indivisa dei terreni dell’isola, finiti così all’asta; alla prima chiamata, lo scorso ottobre, non si presentò nessuno e l’ente Parco della Maddalena voleva esercitare il diritto di prelazione sui terreni, che alla fine sono diventati proprietà di un privato.

Sull’isola di Spargi, vantano dei titoli anche la Regione Sardegna e il ministero dell’Ambiente.

Essendo una riserva integrale, è sottoposta pertanto, a severi vincoli di tutela paesaggistica, il che esclude qualsiasi operazione di speculazione, a tal fine l’area non è edificabile.