I sogni fanno bene al cervello

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Apr 2011 alle ore 11:49am


Sognare è un toccasana per il cervello e per il nostro organismo.

Sempre più ricercatori sono impegnati nella comprensione del sogno e del suo agire sul nostro cervello.

Sebbene si tratti di una branca della medicina ancora poco esplorata, sul perché di queste manifestazioni oniriche ci studiano psicoanalisti e neurofisiologi.

Infatti attraverso delle sperimentazioni nei laboratori del sonno, gli scienziati sono impegnati nella comprensione del sogno e del suo agire sul nostro cervello.

A prescindere dalle differenti correnti di pensiero e di approccio al sonno ed alla fase dei sogni, tutti coloro che hanno iniziato a studiarli in modo più approfondito sono arrivati alla conclusione che il cervello sia tutt’altro che inoperoso quando impegnato nell’atto del sognare, e che i sogni possano avere funzioni diverse a seconda della fase nella quale si presentano.

Per “misurare” l’effetto che i sogni hanno su di noi si applica la polisonnografia, ossia il monitoraggio continuo di tutti quegli aspetti fisiologici che si presentano durante il sonno e di quelli che nell’atto del sognare modificano il loro normale comportamento.

In sostanza, si tratta della rilevazione dei movimenti oculari, l’elettroencefalogramma, i movimenti toracici e addominali, la respirazione, il battito del cuore e la contrazione dei muscoli.

In pratica, differenti fasi del sonno corrispondono a variazioni dei suddetti parametri.

E’ in questo modo che gli studiosi, hanno potuto isolare quello che è ora conosciuto come sleep effect, ovvero l’influenza positiva che il sonno ha sul funzionamento della memoria, causata dal calare degli stimoli esterni ma anche dall’attività cerebrale che entra in funzione sia nella fase di sonno profondo che nella fase rem.