Il riconoscimento del dolore nel gatto

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 06 Mag 2011 alle ore 8:23am


Il dolore è per definizione un’esperienza sensoriale associata spesso, ma non sempre, ad un danno nervoso o tissutale. Proprio perchè siamo istintivamente portati ad umanizzare i nostri amici a quattro zampe, nell’immaginario collettivo si ritiene che le loro manifestazioni di dolore siano paragonabili a quelle dell’uomo, ma nella maggior parte dei casi non è così, anzi esistono differenze anche tra una specie e l’altra.

E’ assolutamente eticamente corretto cercare di riconoscere il dolore con la finalità di trattarlo al fine di potere garantire una buona qualità di vita anche agli animali di casa.

Nonostante non sia così semplice caratterizzare e quantificare il dolore nel gatto, esistono atteggiamenti e posture particolari che indicano una situazione di malessere. Certamente risulterà piu’ semplice per il proprietario che conosce bene le abitidini del proprio pet identificare quei cambiamenti di
comportamento indici di dolore.

Il gatto sofferente mostra spesso riluttanza a muoversi e, nel caso di dolore addominale, difficoltà a sdraiarsi. I cambiamenti frequenti di posizione segnalano una condizione di malessere, l’animale può apparire ansioso e
diventare aggressivo. In alcune situazioni, soprattutto in presenza di dolore cronico, si osserva uno stato di depressione e sottomissione.

Frequentemente le modificazioni comportamentali si associano ad una condizione di sofferenza. E’ importante segnalare al proprio veterinario di fiducia le alterazioni di questo tipo, di solito animali docili e socievoli se doloranti si trasformano in soggetti estremamente aggressivi. Le vocalizzazioni possono manifestarsi in
presenza di dolore di media o forte entità, non sono tuttavia un segno così specifico, il gatto tipicamente geme o ringhia. L’espressione facciale è alterata e spesso le orecchie sono piegate, gli occhi socchiusi, il pelo
arruffato.

L’animale non si pulisce come d’abitudine e l’anoressia è un segnale importante. Il gatto inoltre tende a non utilizzare piu’ la propria lettiera per i bisogni, o comunque a non uscire di casa se abituato ad andare
all’esterno.

Esistono in medicina veterinaria delle “scale del dolore” che vengono utilizzate come guida per potere valutare e individuare l’entità del dolore dell’animale al fine di poterlo trattare nel modo piu’ corretto possibile. Oggi
esiste una grande varietà di farmaci utili per ottenere un controllo del dolore ottimale e dunque minimizzarne gli effetti negativi sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Dott.ssa Barbara Baietti
Medico veterinario – Bologna