La classifica dei lavori più malsani

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 26 Mag 2011 alle ore 12:23pm


Basandosi su un campione di 3000 lavoratori, la società sanitaria londinese Mediacash ha stilato una classifica dove sono riportati i 20 lavori più malsani comprendendo al suo interno tutte le caratteristiche che il lavoro comporta.

Tra queste, troviamo: alimentazione, stress, abitudini errate, ecc.

Ebbene, la ricerca, è stata pubblicata un po di tempo fa su La Stampa.

Al primo posto si possono trovare gli chef, molto penalizzati dal fatto che il campione sottolinea la tendenza a fumare più di altre categorie di lavoro, oltre all’abitudine a mangiare spesso, che più volte li colloca tra le categorie lavorative più a rischio per la salute.

Seguono, al secondo posto, gli agricoltori, per la nomea che li circonda, di essere una di quelle categorie lavorative che conoscono il segreto della sanità e, in certi casi, della longevità ma non è poi così.

Poi, in terza e quinta posizione, si trovano due lavori tipici dell’ingengeria civile, cioè elettricista e muratore, lavori piuttosto pesanti.

Non stupisce nemmeno la quarta posizione, rappresentata dall’assicuratore, visto il carico di stress a cui è sottoposto per il modo in cui deve adempiere ai suoi obblighi lavorativi.

Ma ciò che stupisce di più, è la sesta posizione, cioè quella del bancario, ritenuta da tutti, invece, la posizione lavorativa con meno stress e con più regolarità rispetto a tante altre posizioni anche per i benefici economici che ne conseguono.

Altra sorpresa è quella di trovare il camionista, al numero otto, dove lo stress e l’irregolarità alimentare sono abbastanza conosciuti.

All’estremo opposto cioè il massimo della salubrità, si trova il lavoro del pubblicitario.

Seguono, sempre risalendo dal fondo della classifica dove si trovano i lavori migliori, le posizioni di insegnante e di assistente alle risorse umane. A metà classifica, senza sorprese, si trovano i lavori di ricercatore, infermiere e commesso.

La cosa non stupisce affatto visto che come lavori hanno una resa personale notevole e richiedono un tipo di stress lavorativo sopportabile. Senza sorprese, neppure il lavoro di avvocato che si posiziona tra i lavori semi salubri insieme a quello di segretario e di venditore. Dove, se l’alimentazione è qualcosa di abbastanza regolare, il fatto di ripetere lo stesso tipo di azione, o azioni, in ambienti praticamente chiusi li porta ad essere tra quelli più salutari.

di Matteo Baudone