Una lente a contatto bionica ridarà la vista ai ciechi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 26 Mag 2011 alle ore 12:24pm


E’ stata ideata una lente a contatto bionica, che potrebbe cambiare la vita di milioni di persone non vedenti. Questa innovativa scoperta, arriva da un recente studio italiano, i cui risultati sono stati presentati in questi giorni a Roma, durante il IX Congresso Internazionale promosso dalla Società Oftalmologica Italiana, dal professor Duilio Siravo, presidente dell’Accademia Italiana di Oftalmologia Legale, il quale ha spiegato che questa miracolosa lente, potrebbe far riacquistare la vista ai ciechi.

Il professor Siravo ha spiegato che nella lente: “è applicato un microchip che funziona come una telecamera, trasmetterà il segnale ad un sistema wireless applicato nelle vie retrocorticali. Al suo interno è posizionato un nanostrato di metallo; viene inserita in un occhio solo e bypassa il bulbo oculare, mandando i segnali direttamente al nervo ottico o alle aree cerebrali deputate all’elaborazione. Per questo, se convalidata, potrebbe rappresentare una valida alternativa per tutti coloro che hanno una patologia che danneggia anche il nervo ottico”.

Ha poi aggiunto: “una volta realizzata la sperimentazione la lente a contatto bionica potrebbe essere pronta in pochi anni per i pazienti che presentano alterazioni retiniche o traumatiche”.

I ricercatori italiani hanno provato a testare questa lente sugli animali, ottenendo un ottimo risultato. Ora il loro obiettivo è quello di chiedere al Ministero della Salute la sperimentazione sull’uomo, che potrebbe avvenire nell’Università di Bologna o presso la Seconda Università degli Studi di Napoli.

Qualora l’applicazione di questa lente a contatto bionica, dovesse dare altrettanto riscontri positivi, la medicina farebbe degli enormi passi in avanti.

La lente bionica in questione, è stata sviluppata dalla University of Washington ed è attualmente sperimentata in Italia proprio dalle equipe del professor Duilio Siravo della Seconda Università di Napoli e del professor Sergio Scalinci Zaccaria del Centro per l’ipovisione dell’Università di Bologna.