Approvata dal CSS la pillola dei 5 giorni dopo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 18 Giu 2011 alle ore 8:04am


La pillola dei 5 giorni dopo è stata approvata dal CSS (Consiglio Superiore di Sanità). E’ una pillola il cui funzionamento è simile a quella del giorno dopo, con l’unica differenza che, la pillola dei 5 giorni dopo può, appunto, essere assunta fino a cinque giorni dopo il rapporto considerato a rischio.

Commercializzata e diffusa in Gran Bretagna, Germania, Spagna e Francia. Questa pillola era già stata approvata anche dalla autorità farmacologica europea (Emea), nel marzo del 2009.

Ad esprimersi per ora solo l’organo consultivo del Ministero della Salute e per l’autorizzazione del medicinale che dice che è comunque necessario un via libera anche da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Per questo, l’azienda che detiene il brevetto della pillola dei 5 giorni dopo, ha avanzato a gennaio 2010 anche all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), la richiesta per la commercializzazione.

Le difficoltà nel rilascio delle autorizzazioni, hanno riguardato l’inquadramento del farmaco come abortivo o solo anticoncezionale.

Il Consiglio Superiore di Sanità (CSS), ha risposto al ministro della Salute Ferruccio Fazio che, nella richiesta di parere avanzata all’organo consultivo, chiedeva di chiarire se tale farmaco sia da considerarsi ad effetto contraccettivo o invece abortivo.

Il CSS si e’ pronunciato affermando che la pillola dei 5 giorni dopo non ha effetto abortivo, dal momento che il suo intervento avviene prima che si verifichi l’annidamento dell’embrione nell’utero (che avviene generalmente dopo il sesto/settimo giorno da un rapporto potenzialmente a rischio).

A confermare la natura contraccettiva del farmaco anche il divieto di utilizzo in caso di ‘gravidanza accertata’ dopo l’esecuzione preliminare del test.

Per il CSS non ci sarebbe nessun dubbio circa la natura solo contraccettiva della pillola in questione anche se, la decisione potrebbe suscitare qualche contestazione e perplessità in una parte dell’opinione pubblica.