Dimagrire con gli integratori alimentari: pro e contro

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 19 Giu 2011 alle ore 8:35am


In molti per perdere peso velocemente e senza fare troppi sacrifici si affidano agli integratori alimentari.

Questi sono in vendita ovunque, dalla farmacia al supermercato, passando da internet, la ricetta medica non serve, ecco anche l’enorme utilizzo, il cui fatturato è di 3 miliardi di euro l’anno.

Attenzione, però, gli integratori alimentari devono essere affiancati da una dieta ipocalorica adeguata e a tanto movimento fisico.

Le diete fai da te sono sconsigliate, come l’affidarsi esclusivamente all’uso di integratori alimentari. E’ meglio consultare il dietologo, soprattutto quando i chili da eliminare sono molti.

Per non sbagliare, inoltre, è opportuno prima dell’acqusito consultare il sito www.salute.gov.it.

Gli integratori alimentari più gettonati sono quelli capaci di bloccare l’appetito.

Essi sono a base di fibra alimentare, la cui funzione è quella di aumentare il senso di sazietà.

Molto noto è il glucomannano, ricavato da un tubero, ma appartengono a questa categoria anche la gomma guar, la cellulosa e l’inulina.

Ebbene, per ottenere gli effetti desiderati bisogna assumere una capsula, con almeno un bicchiere di acqua, circa mezz’ora prima dei pasti.

Essi si trovano, anche sotto forma di alimenti, come barrette, biscotti e cracker. Attenzione, perchè le fibre possono irritare la mucosa dello stomaco e dell’intestino e quindi non sono indicate per chi soffre di gastrite, coliti o frequenti episodi di diarrea.

Inoltre, possono anche favorire mal di pancia, gonfiore e gas nell’intestino. Agiscono si sul senso di sazietà, ma senza riempire lo stomaco.

Una nuova classe di integratori è quella a base di NOPE, i quali derivano dalla lecitinia di soia. Questa sostanza viene trasformata, a livello dell’intestino, in NOE, un mediatore della sazietà che il nostro organismo produce quando abbiamo mangiato a sufficienza. Le capsule devono essere assunte almeno un paio d’ore prima dei pasti, perchè se prese troppo tardi l’effetto è praticamente nullo.

Tali integratori alimentari non hanno sostanziali effetti collaterali, ma la riduzione del senso di fame è limitata e per aver maggiore efficacia è necessaria un’assunzione prolungata per mesi.

Esistono poi gli integratori alimentari per assorbire meno grassi. Tra questi troviamo il chitosano, una polvere estratta dal guscio dei crostacei, è il capostipite dei prodotti che limitano l’assorbimento dei grassi. Le stesse proprietà sono riconosciute al poliglucosamina, fibra estratta sempre dai crostacei. Una volta giunte nell’intestino, queste sostanze si legano ai grassi e le staccano dal cibo ingerito, impedendo così che vengano assorbiti. Il consiglio è quello di prenderli circa mezz’ora prima dei pasti.

Riducono l’assorbimento delle vitamine liposolubili, pertanto è meglio prendili solo 4-5 giorni a settimana. Inoltre possono interferire con l’assorbimento di alcuni farmaci, come la pillola anticoncezionale, che ha una struttura molto simile a quella dei grassi. Non va assunta neanche da chi è allergico ai crostacei.

Per finire un’altra specie di integratori alimentari è quella per il metabolismo lento.

Se si fa fatica a perdere peso la colpa è del metabolismo basale, cioè il dispendio energetico a riposo. Molti integratori alimentari sono a base di sostante in grado di accelerare i processi metabolici, come la termogenesi (il meccanismo che brucia calorie producendo calore) o capaci di stimolare la tiroide, che agisce sul metabolismo.

Caffeina, guaranà, teina, fucus sono i più noti, essi devono essere assunti al mattino e nel primo pomeriggio, a stomaco pieno (per evitare irritazioni gastriche) e non la sera (altrimenti si rischia di avere l’insonnia).

Tali integratori alimentari servono solo quando il metabolismo è rallentato e per risvegliarlo, serve conseguentemente l’analisi del respiro (ossia occorre respirare in una maschera collegata a un analizzatore di gas), fatta dal dietologo e dall’endocrinologo.

Ci vuole cautela nell’assunzione di questi prodotti in quanto possono favorire degli effetti collaterali.