L’acqua ha una memoria, riapre il dibattito sull’omeopatia

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Lug 2011 alle ore 7:08am


Da alcune sequenze del Dna si possono ricavare dei segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose che diluite, mantengono traccia delle caratteristiche del Dna: a rivelarlo due studi paralleli, uno francese coordinato dal premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, e uno italiano con a capo il fisico Emilio Del Giudice dell’International Institute for Biophotonics di Neuss (Germania), pubblicati entrambi, sul Journal of Physics.

Ebbene, grazie a questo studio, i ricercatori, hanno dimostrato che ora sarà possibile sviluppare dei sistemi diagnostici basati sulla proprietà ”informativa” dell’acqua biologica presente nel corpo umano: e tutte le malattie croniche come Alzheimer, Sclerosi multipla, Parkinson, Artrite reumatoide, e malattie virali emettono segnali elettromagnetici che possono essere poi letti e decifrati.

Ricerca che apre la strada verso una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento che regolano la medicina omeopatica e omotossicologica.

Se si interviene, sulla memoria dell’acqua biologica, in futuro si avrà la possibilità di realizzare rimedi farmaceutici senza avere effetti collaterali basati sul meccanismo d’azione sull’acqua che viene ”informata” dal segnale elettromagnetico prodotto dalle sostanze in essa disciolte a basse concentrazioni e ”attivata” attraverso specifiche tecnologie chimico-fisiche.