La dipendenza da internet, o internet addiction, secondo quanto spiegato dal Ministro della salute Ferruccio Fazio, è considerata un disturbo da controllo degli impulsi, paragonabile al gioco d’azzardo patologico, alla cui insorgenza contribuiscono diversi fattori: psicopatologie preesistenti, eventi di vita sfavorevoli, comportamenti a rischio, problematiche esistenziali, difficoltà nella comunicazione e nelle relazioni.

Per il ministro, basta stare 10 ore al giorno al computer per subirne le devastazioni.

Diverse ricerche hanno infatti dimostrato che i neofiti di internet per inserirsi nel mondo virtuale, seguono fasi comuni di sviluppo telematico, ognuna delle quali comporta dei rischi specifici, come: sentimenti compulsivi, dipendenza psicopatologica, isolamento sociale, perdita dei contatti con la realtà, delirio di onnipotenza.

Lo sviluppo di questo processo, inoltre, sta causando fenomeni psicopatologici, che assomigliano ai sintomi da dipendenza da sostanza stupefacente.

Tra gli interventi più mirati per prevenire e curare la internet-dipendenza e le sindromi compulsive, sono in pratica gli stessi che vengono adottati per le altre dipendenze.

Il Ministero della salute, sottolinea che la competenza del coordinamento nazionale per le dipendenze è a carico del dipartimento delle politiche antidroga presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il quale, ha emanato, per il triennio 2010-2013, un piano d’azione antidroga, approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 ottobre 2010, con lo scopo, di individuare, per aree di intervento, le linee di indirizzo per l’attuazione di iniziative coordinate nel territorio nazionale in materia di contrasto del consumo di sostanze stupefacenti o psicotrope insieme allo stesso Ministero della salute.

E che al Web sarà riservata la stessa attenzione e saranno destinati gli stessi fondi già stanziati per curare l’alcolismo e le tossicodipendenze.

Per questo, per il recupero delle persone affette da dipendenza da web con sindrome compulsiva, è possibile in tutta Italia, affidarsi a strutture socio-riabilitative che offrono trattamenti mirati.

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