Stress scolastico: l’impopolarità fa più paura dello studio e dei voti bassi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 06 Set 2011 alle ore 9:00am


L’inizio del nuovo anno scolastico si avvicina. Ma attenzione, ciò che causa preoccupazione negli studenti, non è lo studio, ma l’impopolarità o l’essere dei perdenti.

Gustavo Pietropolli Charmet, noto psichiatra di adolescenti spiega che, i ragazzi, non temono la brutta figura davanti ai professori per non aver studiato, ma di dare ai compagni, l’impressione di perdenti, l’essere etichettati così, di non essere in sostanza dei ragazzi di successo.

Da qui, lo stress a scuola per i ragazzi nasce dalla impopolarità. Questi, infatti, hanno la stessa preoccupazione anche nei confronti dei genitori, perché temono di deludere le loro aspettative e di non essere all’altezza della scuola che stanno frequentando, spesso non scelta neppure da loro.

Ecco allora, perché un gruppo di ricercatori dell’Università di Chicago ha pubblicato una ricerca nella quale spiega perché a pari capacità, durante un esame, uno studente riesca meglio rispetto ad un altro, e quali sono le dinamiche che si innescano.

Sian Beilock, coordinatore dello studio, ha pertanto, spiegato che la ricerca è stata fatta su un gruppo di 70 studenti universitari sottoposti ad esame, proprio nell’importante momento della prova scolastica, analizzando le capacità di calcolo, i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, nella saliva si è scoperto che nei ragazzi meno capaci il loro livello era irrilevante, mentre in quelli candidati a voti alti, il livello di questo fattore riusciva a far emergere lo stato d’animo nonché l’insicurezza dello studente, fino addirittura a penalizzarlo.

Ciò che influenza molto i ragazzi d’oggi, sembra essere l’ambiente in classe, ossia se il clima è accogliente, sereno e familiarizzante, sono sicuri e tranquilli, se invece, è ostile, avvertono stress e un calo dell’autostima con le relative prestazioni scolastiche.

Inoltre, sembra che ad incidere sia anche l’ambiente familiare, in quanto sentire i propri genitori lamentarsi in merito a compiti onerosi e difficili che vengono assegnati ai figli, determina nei ragazzi svogliatezza.