E’ un microchip che può essere portato in tasca o nella borsa e serve a riconoscere gli alimenti contaminati.

A questo sistema, sta lavorando una ricerca partita dall’Università degli Studi di Pavia, che ha vinto uno dei finanziamenti da 30mila euro grazie al ‘Working Capital-Premio nazionale Innovazione’ che sono stati assegnati dalla Telecom Italia.

La ricercatrice di questo particolare progetto, è Lucia Fornasari, ha 29 anni e vuole puntare alla realizzazione di un sensore tascabile ed economico, che permetta una rapida analisi della qualità degli alimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.