Vini spumanti e vini frizzanti: conosciamo le differenze

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 29 Set 2011 alle ore 7:00am


I vini spumanti e i vini frizzanti sembrano molto simili tra loro, ma non lo sono. Conosciamo allora quali sono i differenti metodi di preparazione, conservazione e consumazione.

I vini spumanti e frizzanti vanno bene per ogni occasione, non solo per festeggiare in compagnia, ma anche per accompagnare diverse pietanze.

Provateli e ve ne accorgerete! L’anidride carbonica, in essi contenuta, genera bollicine e conferisce alla bevanda una gradevole e frizzante sensazione al palato, rendendoli molto freschi.

I vini spumanti e frizzanti, si differenziano tra loro, per il metodo di produzione e soprattutto per la sovrapressione che si crea all’interno della bottiglia. Vediamo allora come questo avviene.

Vini frizzanti

In genere i vini frizzanti sono molto più graditi per la loro giovinezza e freschezza. Sono chiamati vini da tavola o VFQPRD con un titolo alcolometrico non inferiore a 7° e uno complessivo non inferiore a 9° essendo conservati alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, e con una capacità massima di tre litri, permettono una sovrapressione compresa tra 1 e 2,5 atm.

Per questo, le bottiglie dei vini frizzanti sono meno spesse e il loro tappo può essere meno solido.

In questa categoria, l’Italia vanta soprattutto il Lambrusco, ma anche numerosi vini bianchi.

Vini spumanti

I vini spumanti vengono prodotti, sottoponendo un vino di base già pronto, addizionato con dello zucchero e lievito, ad una successiva fermentazione, durante la quale viene prodotta anidride carbonica, che viene trattenuta, rimanendo così nel vino.

Qualora la seconda fermentazione si svolge all’interno della bottiglia, in questo caso si parla di fermentazione in bottiglia (procedimento simile a quello dello champagne).

La bottiglia viene quindi tappata con un tappo dalla forma a fungo e relativo ancoraggio con gabbia metallica. Lo spumante, viene definito, in base al residuo zucchero in diverse tipologie:

Brut, con residui inferiori a 15 grammi per litro

Extra Brut, con residui tra i 15 ed i 20 grammi per litro

Secco, con residui tra i 20 ed i 35 grammi per litro

Semi-Secco, con residui tra i 35 ed i 50 grammi per litro

Dolce, con residui superiori ai 50 grammi per litro

Altri vini spumanti, invece, vengono fatti fermentare in botti più grosse, pressurizzati e poi imbottigliati.

Gli aromi tipici dei vini spumanti, ricordano quelli dei frutti bianchi o gialli, con le particolari note di mele mature e agrumi.

Il consiglio, è quello di bere i vini spumanti sempre freddi ad una temperatura tra 5 e 7 °C; degustandoli in un calice flute in quanto ne riesce ad esaltare la giusta frizzantezza.

I vini spumanti devono essere bevuti subito e non lasciati invecchiati. Pertanto, si consiglia di consumarli entro sei mesi dall’acquisto.