Con l’arrivo dell’autunno, molte persone vanno incontro a bruciori di stomaco, gonfiori addominali, problemi di digestione, e stipsi. Infatti, questo è il periodo dell’anno dove alcuni sintomi si accentuano, diventando così più difficili da sopportare.

La colpa sarebbe dell’alimentazione che cambia, del calare delle temperature e, dal ritorno all’ora solare. Sono più o meno 15 milioni, gli italiani che ne soffrono, 1 su quattro. Le donne sono quelle più colpite, il doppio rispetto agli uomini.

Per aiutare ad affrontare questi disturbi, Apoteca Natura e la Società italiana di medicina generale (Simg) hanno voluto lanciare una importante iniziativa e campagna di informazione e prevenzione con lo slogan “Stomaco e intestino al centro della tua salute”.

A tal fine 500 farmacie italiane offriranno gratuitamente un test che permetterà di scoprire quali sono le abitudini alimentari e i disturbi per individuare i rimedi.

Coloro che faranno il test, saranno informati in tempo reale sulla prevenzione e i consigli di automedicazione. Il farmacista a sua volta, in base ai risultati del test indirizzerà la persona dal medico o, darà solo consigli sulla prevenzione.

La campagna parte il 1° novembre e durerà tutto il mese. Per chi vuole, può fare il test da casa, anche online andando sul sito Apotecanatura.it, e una volta eseguito, recarsi a ritirare i risultati nella farmacia più vicina.

Un pensiero su “Stomaco e intestino al centro della tua salute: fai il test gratuito”
  1. Si parla di antiacidi per il bruciore e mal di stomaco – contenenti SODIO BICARBONATO, con la capacità di REAGIRE con gli acidi dello stomaco.

    Allegato IX D.Lgs. 46/1997 emendato col D.Lgs. 37/2010:
    4. Regole speciali
    4.1. Regola 13

    Tutti i dispositivi che comprendono come parte integrante una sostanza la quale,

    qualora utilizzata separatamente, possa essere considerata un medicinale ai sensi

    dell’articolo 1 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 e che possa avere un

    effetto sul corpo umano con un’azione accessoria a quella del dispositivo, rientrano

    nella classe III.

    Questi “dispositivi medici a base vegetale”, se marcati CE, godono degli stessi benefici dei farmaci da banco: DETRAZIONE DEL 19%, pubblicità, ecc.

    Il produttore (non farmaceutico, in questo caso è una S.p.A. Società Agricolas) può commercializzare col marchio CE i dispositivi medici di classe I con una semplice autocertificazione, ritengo:

    1) scansando le relative verifiche dell’AIFA (agenzia del farmaco) sulla correttezza delle modalità di produzione (il farmaco da banco non può scansarle);

    2) non essendo così assoggettati alla sorveglianza di un organismo notificato (come lo sono invece i dispositivi medici di classe IIa, IIb e III);

    3) eludendo la normativa europea relativa ai medicinali vegetali tradizionali.

    Questo, a mio parere, è uno stratagemma e come consumatore non mi piace per niente.

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