Guerra al fumo: in Italia uccide 70.000 persone l’anno

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Nov 2011 alle ore 8:04am


Diventa sempre più dura la lotta al fumo; infatti in occasione della VI conferenza nazionale dell’associazione nazionale pazienti Bpco onlus, l’organizzazione che si occupa di supportare le persone affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattia polmonare progressiva e irreversibile, di cui una delle maggiori cause è appunto il fumo di sigaretta, è emersa la necessità di inasprire la lotta al fumo dedicando l’80% della superficie dei pacchetti a messaggi negativi nei confronti appunto al consumo di nicotina, limitandone pertanto, l’indicazione della marca al 20% della superficie ed elimandone il logo.

Questo per scoraggiare tutti i giovani a consumare sigarette, per riuscire, attraverso un “bombardamento” mediatico sulle conseguenze e i danni provocati dal fumo, a dissuaderli dal fumare, evitando dunque tutti quei danni alla salute che sono accertati attraverso anni e anni di studi e che possono culminare con il cancro o la bpco.

Secondo una stima, pare che solo in Italia, i morti accertati per malattie conseguenti al consumo di nicotina siano 70.000, di cui 30.000 per tumore al polmone.

Il Tabagismo è come la peste: infatti, durante il convegno, è emerso che il fumare può considerarsi una vera epidemia, vista la quantità di decessi che continua a mietere, pari ai livelli delle pestilenze dei secoli scorsi, e che è per questo fondamentale che il nostro paese si uniformi e investa nella lotta a questa piaga sociale tanto quanto altri paesi.