Il presidente della Conferenza Episcopale (CEI), Cardinale Angelo Bagnasco, è disposto a rivedere tutte quelle norme che sanciscono l’esenzione dell’Ici sugli immobili di proprietà del Vaticano, soprattutto nei casi in cui l’uso di destinazione è commerciale e quindi non legato strettamente al culto.

La legge italiana prevede è un “riconoscimento” legato al valore sociale di attività di enti no profit, tra i quali anche quelli della Chiesa cattolica, per tutti quei locali utilizzati per finalità sociali, culturali nonché educative.

Bagnasco, fa dunque presente che la Chiesa, è pronta a valutare ed eventualmente “rivedere” la chiarezza delle formule normative vigenti, questo con lo scopo di individuare eventuali inadempienze che devono essere “sanate”. L’apertura, rappresenta l’espressione di una netta volontà di trasparenza.

Questione questa che andava affrontata, in questo periodo particolare di crisi economica, nel quale l’Italia deve uscirne a tutti i costi, e per farlo, il governo Monti con la nuova manovra ha chiesto sacrifici soprattutto ai pensionati e a coloro che hanno i redditi più bassi.

Intanto sono partite diverse petizioni, iniziative, forum, e pagine facebook dedicate al tema ICI-Vaticano piene di messaggi pungenti verso la Chiesa, soprattutto in seguito alla reintroduzione dell’ICI sulla prima casa.

2 pensiero su “Ici: Chiesa disposta a pagare l’imposta sugli immobili commerciali”
  1. E’ anche un modo di censire tutte le proprietà commerciali che producono ricchezza per lo Stato Vaticano, di cui a volte anche lo stesso Stato non è a conoscenza, ma ogni attività e proprietà della Chiesa volte a scopi benefici e culturali, che vanno a sostituire le carenze dello Stato Italiano devono essere salvaguardate.

  2. perchè non devono pagare? qualcuno è andato a San Giovanni Rotondo hanno costruito un castello !!!!!!!!!!!!!!! con i soldi della gente che crede ancora sui miracoli qualcuno paghera le tasse!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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