Facebook ha dovuto accettare di apportare non poche modifiche ai propri servizi per migliorare la trasparenza e garantire una migliore protezione dei dati personali dei milioni di utenti iscritti al social network, al di fuori degli Stati Uniti. Risultato questo, di una verifica che è stata condotta presso la sua sede di Dublino.

L’Unione Europea, infatti, stava indagando già da tempo sulle politiche di sicurezza e privacy messe in atto da Facebook, la cui azienda statunitense è dovuta scendere a patti con l’istituzione europea per uscire da questo impasse.

Il tutto era partito a causa di un riconoscimento facciale, che inizialmente si attivava senza chiedere il consenso dell’utente, cosa che non era vista di buon occhio dalle autorità tedesche e che avevano chiesto al social network sanzioni fino a 300 mila euro.

Così, per evitare la multa nonché eventuali altre denunce, Facebook ha accettato di poter chiedere ai propri utenti europei, se vogliono aderire alla procedura di riconoscimento facciale.

A tal fine, saranno rielaborate tutte le politiche di conservazione e cancellazione dei dati privati, e sarà ridotta conseguentemente anche la quantità di informazioni raccolte sulle persone che non sono iscritte a Facebook.

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