Nave da crociera affonda all’Isola del Giglio: a bordo oltre 4000 persone

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 14 Gen 2012 alle ore 10:22am


Sono sei i morti e 13 i feriti, questo è il bilancio attuale dell’incidente che ha coinvolto ieri sera la nave Costa Concordia. A renderlo noto è il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi.

Al momento non c’è alcuna certezza che tutte le persone a bordo siano state recuperate: ”Deve essere ispezionata ancora la parte della nave che e’ sott’acqua. Si procedera’ con i sommozzatori” spiega, Linardi.

La nave è ubicata a ridosso degli scogli e presenta uno squarcio lungo almeno 70 metri. In queste ore i Vigili del Fuoco stanno tentando di recuperare gli eventuali passeggeri rimasti a bordo della nave.

Molti dei passeggeri superstiti sono stati ospitati da strutture pubbliche e aiutati dalla popolazione locale. Proprio per questo diventa difficile fare una stima del numero esatto di persone salvate e disperse.

La paura è arrivata verso ora di cena, quando le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia (oltre 3.000 i passeggeri e circa 1000 l’equipaggio) si trovavano a tavola ai ristoranti della nave nei pressi dell’Isola del Giglio: un forte scossone, poi la luce è andata via. Giusto il tempo di capire di cosa si trattasse che è arrivato l’invito di indossare i salvagente e di avvicinarsi alle scialuppe, “per precauzione”.

Ebbene, durante la fase di evacuazione, qualcosa non ha funzionato. Molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno si è gettato per paura perché lo scafo continuava ad inclinarsi, e ha dovuto fare i conti con il freddo del mare e della notte. Ipotermia e malori sono le cause della morte di sei persone.

I soccorsi sono arrivati subito, e grazie all’ospitalità degli abitanti dell’Isola si è riusciti ad evitare una vera catastrofe, ma il personale della Costa Concordia non era idoneo a gestire l’emergenza.

Questa è l’accusa che è stata lanciata da diversi passeggeri della nave naufragata. I quali sostengono che “Le scialuppe cadevano sul ponte e alcuni si sono feriti proprio così”, dice uno di loro. “Ci dicevano di stare tranquilli ma la paura era sul volto dell’equipaggio”, fa eco un altro naufrago.