Per le donne la prova costume è causa di stress

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 16 Giu 2012 alle ore 10:37am


La scelta del costume da bagno, per molte donne, diventa una vera e propria tortura, una fonte di insoddisfazione e a volte anche di depressione.

A rivelarlo, è un’indagine, che è stata pubblicata su Live Science. Ebbene, secondo Marika Tiggemann, psicologa della Flinders University in Australia, si tratterebbe di un problema di auto-oggettivazione. Un processo questo, in cui, a differenza dell’auto-oggettivazione sessuale che spinge la donna a considerare se stessa come un oggetto del desiderio, in questo caso, la donna si estrania dal proprio corpo e lo valuta al pari di un oggetto.

La scelta di un abito diventa la molla che fa scattare in una donna una forte autocritica, e che, anche solo con l’immaginazione, riesce a farla deprimere o diventare di cattivo umore.

Gli abiti, secondo la psicologa, rappresentano delle forme controllabili del nostro aspetto, al contrario della dimensione e del peso del nostro corpo.
Da qui, lei e i suoi colleghi hanno proposto a delle volontarie, quattro scenari per testare l’impatto dell’abbigliamento che avevano su di esse.

Ebbene, nel primo esperimento, i ricercatori, hanno chiesto alle oltre 100 partecipanti di immaginarsi quando provavano un costume da bagno in uno spogliatoio. Nel secondo, le donne dovevano, invece, pensare di indossare il costume camminando sulla spiaggia; mentre negli ultimi due casi, le situazioni erano le stesse, ossia in camerino e in spiaggia, soltanto che al posto del costume da bagno le donne dovevano immaginare di portare un paio di jeans e un maglione.

Il risultato? Gli studiosi, hanno rilevato, che l’auto-oggettivazione è determinante anche quando una donna si prova il costume da bagno da sola in un camerino, e la presenza degli altri diventa secondaria. In tutti i casi, è emerso, che la maggior parte si sente meglio quando indossa jeans e maglione piuttosto che un bikini.