Un italiano su 2 rinuncia all’acquisto in saldi: la colpa è anche dell’Imu

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 09 Lug 2012 alle ore 8:30am


Sono partiti i saldi estivi, in quasi tutte le regioni italiane, ma si preannuncia “un vero e proprio flop“, con una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte anche del 30% in alcune città.

La spesa procapite nel periodo di sconti non supererà gli 80 euro, dato questo molto negativo. Ad influire su questo calo degli acquisti è l’Imu, ma non solo. Si aggiungono infatti, tante tasse e tanti balzelli introdotti dal Governo, alla crisi economica ancora in corso causando negli italiani una scarsa fiducia nel futuro economico del Paese.

Una riduzione delle vendite è prevista anche nei centri commerciali e negli outlet, che negli anni passati avevano piuttosto retto all’ondata di crisi.

Quest’anno, dunque, un italiano su due (ossia il 51%) ridurrà o rinuncerà all’acquisto dell’abbigliamento che si classifica sicuramente tra i beni più colpiti dal periodo economico sfavorevole.

Sul lato opposto della classifica si posizionano invece, i generi alimentari, infatti, il 16% degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa o rimandato gli acquisti, e le spese per i figli, sono state tagliate del 9% degli italiani.

Il 50% degli italiani dice no anche alle vacanze, il 47% al tempo libero, il 34% taglia gli acquisti tecnologici e il 30% auto e moto, mentre un italiano su tre, riduce, rinuncia o rimanda le attività culturali.

La crisi ha cambiato dunque quelle che sono le abitudini di vita e di svago degli italiani che sono costretti a tagliare il “superfluo” ma a volte, come nel caso di tanti anziani, o nel periodo di vacanza, si cerca di risparmiare anche sull’alimentazione.

Un numero sempre più alto, ricorre al discount low cost mentre chi può acquista biologico, il prodotto locale a chilometro zero.