Ieri sera a Campovolo (Reggio Emilia) c’erano centocinquantamila persone per il concertone “Italia Loves Emilia“, ideato grazie a un veloce passa parola tra Luciano Ligabue e molti big della canzone italiana come gesto di solidarietà verso le popolazioni colpite dal terremoto dello scorso maggio.

E con il supporto delle prime undici radio dell’etere nostrano e la partecipazione di Sky che ha messo a disposizione la sua piattaforma pay per raccogliere denaro da destinare alle città emiliane colpite dal sisma, solo con i biglietti sono stati raccolti ben 3,75 milioni di euro.

Presentati con lo slogan “Siamo tutti qui per un motivo” i “magnifici tredici” (ci doveva essere anche Laura Pausini che essendo in dolce attesa ha dovuto dare forfait) hanno dato il massimo sfoderando band al completo e autentica dedizione live sui due stage di un palco immenso, preservando la continuità tra un musicista e l’altro.

Ad aprire le danze su di una struttura lunga 90 metri che ha assicurato 4 ore di musica ininterrotte, Sugar Fornaciari che ha dato il via al concerto con ‘Un soffio caldo’, poi la scatenata ‘Baila‘, ‘Chocabeck‘ e il primo momento corale con ‘Madre Dolcissima‘ in cui hanno partecipato Elisa, Fiorella Mannoia e l’ospite internazionale a sorpresa Jeff Beck.

A seguire i Nomadi e Baglioni che hanno intonato un intenso ‘Io vagabondo‘. Un bel momento anche quello tra Giorgia e Jovanotti che hanno ballato su ‘Tu mi porti su‘, la quale ha deliziato anche con ‘Il mio giorno migliore‘ e ‘Di sole e d’azzurro‘.

Un Claudio Baglioni potentemente se stesso nelle esecuzioni di ‘Strada facendo’, ‘La vita è adesso’ e ‘Via’.

Jovanotti appena tornato dalla tournée americana, mostra una grande presenza sul palco, sia da solo con “La notte dei desideri“, “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” che nei duetti con i colleghi.

Un meraviglioso Tiziano Ferro con ‘La differenza tra me e te’, seguito da ‘Indietro‘ e ‘Sere Nere‘, ma solitario per l’assenza della Pausini.

Si è visto poi un Renato Zero, impeccabile nelle interpretazioni, esibirsi con ‘Cercami’, ‘Resisti‘ e ringraziare quella terra che lo aveva accolto con tanto affetto nel 1973 con il brano ‘I migliori anni della nostra vita‘.

Un molto poetico e meno sornione Biagio Antonacci con ‘Non vivo più senza te’, ‘Se è vero che ci sei‘ e durante la sua ‘Liberatemi’ chiamare una ragazzina emiliana a recitare una sua poesia sul post-terremoto.

Fiorella Mannoia ha duettato con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e ha regalato un autentico tributo a Lucio Dalla, a pochi mesi dalla sua morte, raccontando la storia di ‘Anna e Marco‘. Poi ancora, ‘Io non ho paura‘ e ha stregato con una nuova versione di ‘Quello che le donne non dicono‘, e con la cover di ‘Clandestino‘ assieme a Lorenzo Jovanotti.

E dopo, l’avvolgente ‘Via le mani dagli occhi’ eseguita da Negramaro, Elisa e Jovanotti si è esibita Elisa. L’artista di Monfalcone e Ligabue hanno interpretato insieme la bellissima “Gli ostacoli del cuore“.

Una vera scossa quella dei Litfiba, che con Ligabue ha travolto il pubblico con una scatenatissima ‘Tex‘. Il secondo brano corale, ‘Il mio nome è mai più‘, ha messo insieme 5 grandi artisti: Litfiba, Ligabue, Jovanotti, Mannoia e Baglioni.

Molto bravi anche i Nomadi e Negramaro. Tutti gli artisti da soli o nei duetti hanno regalato momenti di pura emozione, come Jovanotti e Renato Zero in ‘Amico’, Ligabue e Zucchero in una tostissima ‘Non è tempo per noi’, ecc.

E tutti alla fine del concerto, hanno cantato ‘A muso duro‘ di Pierangelo Bertoli, da un’idea di Claudio Baglioni che l’ha introdotta con: “è lo spirito di questa gente, che vorremmo fosse dell’Italia. Un atteggiamento più forte, più coeso, per far sì che questo momento difficile per l’Italia venga superato“.

E sulle parole della canzone “affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”, testo attualissimo dedicato a quella terra che vuole ad ogni costo rialzarsi, gli artisti hanno salutato e ringraziato il pubblico per la grande partecipazione e solidarietà.

Video “A muso duro

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