Celentano: secondo trionfo a Verona con il suo Rock Economy, ieri ascolti oltre 9 mln

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 10 Ott 2012 alle ore 11:01am


Da Mediaset è arrivato un “grazie Adriano” dal vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, il quale ha detto “Con la tua musica mi hai emozionato. E con me hai emozionato tutta l’Italia. Con il tuo talento coinvolgente e la tua sincerità espressiva sei riuscito a toccare il cuore di milioni di persone e di tante diverse generazioni. Mai nessun concerto dal vivo in prima serata tv, nemmeno delle più grandi star internazionali, ha raggiunto questo livello di interesse e di ascolti“.

E nella seconda serata di Rock Economy, trasmessa da Canale 5 in diretta dall’Arena di Verona, sono saliti ulteriormente gli ascolti tv.

La prima parte dello spettacolo di ieri sera, è stata seguita da 9 milioni 338mila spettatori con share del 30,74%; la seconda parte ha invece registrato 9 milioni 124mila spettatori ed uno share del 23,70%.

Infine la terza parte con 8 milioni 353mila spettatori e 38,54% di share. Rispetto alla serata precedente, gli incrementi share ci sono stati in tutti e tre i segmenti, mentre gli incrementi nel numero di spettatori si sono avuti nella prima parte in particolare.

Ieri Adriano Celentano è apparso meno pallido e teso, rispetto alla prima serata e più mobile. Forse anche perché sono mancati i sermoni sulla politica e la crisi, e si è concentrato più sulla musica.

Una carrellata di titoli che hanno fatto sognare e cantare almeno cinque generazioni di italiani.

L’Arena si è commossa per Io non so parlar d’amore, dedicata all’amico Gianni Bella e al paroliere Mogol. Standing ovation per Pregherò: tutti i piedi, compreso Paolo Bonolis nel parterre (“qui c’è Paolo: mi ha detto che se non canto questa canzone mi tira qualcosa“), e tanti altri ospiti del mondo della musica e dello spettacolo e per l’omaggio a Lucio Dalla con Caruso.

Applausi interminabili per gli evergreen come Ringo, Yuppi Du, Azzurro, Una carezza in un pugno e Sei rimasta sola, e poco importa se dimentica le canzoni o non riesce a leggere dal gobbo.