Un gruppo di ricercatori scozzesi dell’Università di Aberdeen, ha pubblicato sulla rivista ‘Tobacco Control’, uno studio, dal quale è emerso che i danni provocati dal fumo sarebbero di gran lunga maggiori quando ci si trova in auto, in quanto, la concentrazione di particolato viene decuplicata e alcune volte anche centuplicata.

Secondo gli studiosi, a nulla gioverebbe, usare l’aria condizionata o tenere i finestrini dell’automobile abbassati.

I rischi restano comunque alti e, ad esserne danneggiati sono anche i passeggeri non fumatori per il fumo passivo.

Il team ha analizzato 104 viaggi in macchina, di 17 guidatori (solo 3 erano i non fumatori), con una durata dai 5 ai 70 minuti in tre giorni. Così da una media di 7,4 microgrammi di polveri per metro cubo d’aria nei viaggi senza fumo si è passati ad una media di 85 nei viaggi con fumo, fino a toccare delle punte di 385 e 880 microgrammi a seconda del numero di sigarette fumate.

Da un’analisi, è emerso allora, che a subire i danni maggiori, sono certamente i più piccoli, i quali sono più a rischio a causa di una maggiore frequenza respiratoria, e di un sistema immunitario più debole; oltre al fatto che molto spesso sono talmente piccoli dal non avere la possibilità di spostarsi dalla direzione del fumo, per poterlo evitare.

Gli esperti, sottolineano dunque, che fumare in auto è letale per se stessi e per gli altri.

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