La cedolare secca sugli affitti è la tassa sui redditi da locazione di immobili, che scegliendola, come regime di tassazione del canone di locazione si sostituisce all’Irpef, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di registro ed infine all’imposta di bollo sul contratto d’affitto.

E’ pertanto un’imposta sostitutiva. Può essere scelta dalle persone fisiche che affittano i propri immobili ad uso abitativo o commerciale.

Scegliendo di applicare la cedolare secca sul canone d’affitto annuo che viene concordato dalle parti, questa imposta sostitutiva si applica con un’aliquota fissa del 21% (al posto dell’aliquota Irpef che invece varia a seconda del reddito) e scende fino al 10% nel caso di contratti a canone concordato.

La cedolare secca, pertanto, obbliga il locatore ad applicare il regime d’affitto stabilito per l’intero periodo di durata del contratto.

I proprietari delle abitazioni date in affitto possono applicarla nel modello Unico del 2012 o nel 730. La scadenza è fissata al giorno 30 novembre.

Bisognerà dunque, per questa data, pagare un acconto che, per i contratti in corso dal 2011, ovvero il 92% dell’importo indicato nel RB11 colonna 3.

Relativamente al versamento, non bisogna pagare l’acconto se l’importo del rigo RB11 colonna 3 non supera 52 euro.

Se invece tale importo è pari o superiore a 52 euro si applica la percentuale del 92% che si versa in un’unica soluzione a novembre se, l’importo da pagare è inferiore a 257,52 euro; se invece tale importo è pari o superiore a 257,52 euro si poteva rateizzarlo, in una prima rata, pari al 38% del rigo RB11 colonna 3, che si sarebbe dovuto versare tra giugno ed agosto e in una seconda rata pari al 54% del rigo RB11 colonna 3 deve essere versata entro il prossimo 30 novembre, utilizzando il modello di pagamento F24 e il codice tributo 1841.

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