DSM: cosa non sarà più inteso come disturbo mentale

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 10 Gen 2013 alle ore 9:37am


Il prossimo DSM, prevederà alcune modifiche da parte di chi ha stilato il manuale. Vi riportiamo l’elenco delle patologie che cambieranno.

Il “disturbo di ipersessualità”, non comparirà più come disturbo mentale, che prima considerava come malattia la diagnosi di “sex addition”.

Non comparirà più nel Dsm, neanche la “sindrome di alienazione parentale” (PAS), ovvero quella che è sostenuta da diverse associazione di padri separati che sono convinti che il se figlio, affidato alla madre, dimostra un rifiuto verso di loro, è perché la colpa è di un “lavaggio del cervello”.

Non ci sarà, nemmeno più la “depressione ansiosa”, usata per intendere sintomi moderati di ansia e depressione, e nemmeno il “sensory processing disorder” (ovvero il disturbo di elaborazione sensoriale, ndr), relativamente a quelle persone che hanno difficoltà nell’elaborare le informazioni sensoriali, tra cui suoni e immagini visive.

Inoltre, scomparirà, anche il “disturbo neurocognitivo minore”, causa di molti problemi legati alla perdita della memoria in età avanzata, che non potrà più essere usato per le persone anziane che soffrono di piccole dimenticanze quotidiane.

Il lutto, poi, non comparirà più nella lista di esclusione per la depressione maggiore, e di conseguenza non verrà considerato come una giustificazione all’abbassamento di umore e causa di comportamenti apatici.

In buona sostanza, coloro che subiscono la perdita di una persona cara, vengono considerati d’ora in poi, come una persona depressa, poi poco interessa qual’è la causa. Il paziente sarà curato dunque come un normale soggetto depresso.