La polizia di Torino ha effettuato il fermo dell’uomo che, il 21 marzo dello scorso anno, avrebbe sparato ad Alberto Musy, consigliere comunale dell’Udc, da allora in coma profondo.

La persona fermata si chiama Francesco Furchì, ha 50 anni ed è nato a Ricadi (Vibo Valentia). Presidente dell’Associazione culturale Magna Grecia Millenium, nelle ultime elezioni comunali a Torino era candidato nella lista Alleanza per Torino, che sosteneva la candidatura a sindaco di Musy.

Il movente dell’agguato, però, non è da ricercare in contrasti all’interno dell’Udc: Furchì avrebbe maturato diversi motivi di risentimento nei confronti dell’avvocato.

“Sono riconoscente agli investigatori per il proficuo lavoro svolto nel corso di questi lunghi mesi”. Angelica, moglie di Alberto Musy, commenta così la notizia del fermo del presunto autore dell’agguato in cui il marito è stato ferito lo scorso anno. “Adesso – aggiunge all’ANSA – aspetto ulteriori sviluppi dall’inchiesta.

Alberto Musy, avvocato, esponente dell’Udc, venne gravemente ferito il 21 marzo dell’anno scorso con sei colpi di pistola calibro 38. Uno sconosciuto, ripreso dalle telecamere, con un casco integrale bianco da motociclista sul capo e un soprabito scuro, si presentò al portone della palazzina di via Barbaroux, nel cuore vecchio di Torino, dove abitava Musy con la moglie Angelica Corporandi d’Auvare e le quattro figlie. Lo sconosciuto s’apposta nel cortile e quando Musy rientra dall’aver accompagnato le bambine a scuola, s’avvicina, scambia con lui poche battute, poi spara. Non lo colpisce subito, ma dopo un inseguimento nel cortile della palazzina. Una volta raggiunto lo scopo, quando vede Musy a terra, il sicario se ne va. Prima di entrare in coma, l’avvocato fa in tempo a dire a un vicino di casa: “é stato un uomo di 40 anni…”. Musy è ancora adesso ricoverato in una casa di cura riabilitativa, ma non ha più ripreso conoscenza.

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