Pietro Grasso e Laura Boldrini i presidenti di Senato e Camera

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 17 Mar 2013 alle ore 10:08am

Pietro Grasso del Pd e Laura Boldrini di Sel sono i nuovi presidenti di Senato e Camera.

Laura Boldrini, è l’ex portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per anni è stata in prima fila per i rifugiati. Dopo la maturità è andata a lavorare in una risaia del Venezuela, prima di intraprendere un lungo viaggio in tutto il centroamerica. E, dopo la laurea in legge, conseguita a Roma ed una breve esperienza in Rai, nel 1989 comincia la sua carriera all’Onu, lavorando per quattro anni alla Fao.

Successivamente è stata eletta nelle liste di Sel nella circoscrizione Sicilia 2, anche grazie ai tanti viaggi e l’impegno messo verso i profughi che l’hanno portata a diventare portavoce dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, organismo dell’Onu che conta 50 milioni di assistiti.

La Boldrini succede dunque a Gianfranco Fini, ed è la terza donna di Montecitorio, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. La sua candidatura è passata alla quarta votazione con 327 voti su 618 votanti (i voti della coalizione di centrosinistra sono stati 340).

Pietro Grasso, invece, ha vinto il ballottaggio contro il presidente uscente al Senato, Renato Schifani, del Pdl. Grasso, ha messo in difficoltà la Scelta Civica di Monti (il partito del premier sembrava fosse orientato a votare Schifani, ma ha poi ha preferito la scheda bianca) e soprattutto il Movimento 5 Stelle.

Ma mentre da una parte una parte dei senatori M5S, hanno deciso di astenersi, un’altra ha appoggiato Grasso.

Quest’ultimo, è nato a Licata, in provincia di Agrigento, ed è cresciuto a Palermo, ha iniziato la sua carriera di magistrato nel 1969 a Barrafranca, in provincia di Enna, ed è poi proseguita nel capoluogo siciliano nel 1972. Nel 1980 è diventato titolare dell’inchiesta che riguardava l’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella. Poi giudice a latere nel maxiprocesso a Cosa Nostra nato dalle indagini del pool antimafia nel 1985 dove ha scritto la sentenza di circa 7000 pagine per i 475 imputati.
E’ stato anche consulente della Commissione parlamentare antimafia presieduta prima da Gerardo Chiaromonte e poi da Luciano Violante, nel 1991. Chiamato da Giovanni Falcone, direttore della Direzione affari penali del Ministero di grazia e giustizia come consigliere. E dopo pochi mesi dalla strage di Capaci ha sostituito Falcone nella Commissione centrale per la definizione nonché l’applicazione dello speciale programma di protezione a favore dei testimoni e collaboratori di giustizia.
Tornato a Palermo nel 1999 in veste di procuratore capo della repubblica, è restato lì fino al 2005 quando ha assunto l’incarico di capo della Procura nazionale antimafia, dove è stato confermato per un secondo mandato nel 2010 all’unanimità.
Nel 2013 poi ci sono state le sue dimissioni dalla magistratura e l’impegno in politica.