Yara Gambirasio: nuovi interrogatori per Fikri, sarà ascoltata anche la fidanzata e il datore di lavoro

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 23 Mar 2013 alle ore 10:19am


Mohammed Fikri è il marocchino, che resta ancora come unico indagato nell’ambito delle indagini sull’omicidio della piccola Yara Gambirasio, con l’accusa di favoreggiamento di “persona che si ritiene in qualche modo coinvolta nel delitto“.

Ma sebbene le indagini siano ormai chiuse, gli inquirenti hanno deciso di concentrarsi sugli elementi già in loro possesso e tra questi le famose telefonate fatte da Fikri e dalle persone a lui vicine.

Così il pm Letizia Ruggeri, ha chiesto una superperizia su tre telefonate fatte dal piastrellista marocchino ed intende interrogarlo di nuovo, e con lui anche la fidanzata Fatiha Sabri e l’ex datore di lavoro, Roberto Benozzo, che il giorno della morte di Yara, il 26 novembre 2010, si trovava proprio nel cantiere di Mapello insieme a Fikri.

Secondo quanto riportato da “Il Giorno”, gli inquirenti vogliono chiedere a Benozzo, il senso del messaggio da lui inviato ad un amico nelle ore successive all’arresto di Fikri. Un sms che appare piuttosto chiaro in cui il datore di lavoro afferma: “Ciao. Brutte notizie. Hanno fermato il mio operaio ai confini con la Spagna“. Benozzo sinora non è stato mai ascoltato a proposito di questo messaggio.

Fikri, invece, sarà nuovamente interrogato a proposito della frase pronunciata mentre provava a mettersi in contatto con la fidanzata: “Allah, perdonami, non l’ho uccisa io” o “Allah, perché non passa?” a seconda della traduzione fatta.

Da chiarire dunque il senso della breve conversazione telefonica avvenuta alle 16.17 del giorno della morte di Yara Gambirasio. Il marocchino spiega nella telefonata, alla fidanzata il perché è stato convocato dalle autorità. E lei gli risponde: “Ma il posto dove l’hanno uccisa, è vicino dove lavoravi o è un po’ lontano?” e lui: “E’ vicino al cancello del cantiere”.

Ricordiamo che i cani molecolari avevano indicato proprio quel posto.