Esuberi Intesa Sanpaolo: raggiunto accordo con i sindacati su uscite ed assunzioni

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 12 Apr 2013 alle ore 10:07am


L’accordo fra Intesa Sanpaolo e i sindacati è stato raggiunto nella giornata di ieri: ci saranno infatti 600 esuberi per riorganizzare il gruppo e la chiusura di alcune società. Delle fonti sindacali parlano di uscite con incentivi al pensionamento e all’accesso volontario al fondo di settore.

La banca assumerà poi 70 persone a tempo indeterminato, lo stesso numero di chi andrà in pensione.

L’accordo è stato firmato ieri sera, a Roma, da Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Dircredito, Sinfub, Uglcredito con la delegazione di Intesa Sanpaolo, guidata dal chief operating officer Francesco Micheli.

Per i 600 esuberi dichiarati dalla banca la procedura è partita il 20 marzo e dalle trattative nel gruppo relative a fusioni o accorpamenti di società, effettuate a cominciare dal 2012, né deriva la scissione di Ibiis, Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (43), la costituzione Casse Risparmio Umbria (42), la scissione parziale di attività di credito al consumo Neos Finance a favore di Intesa Sanpaolo Personal Finance (246), Banca Adriatico (53) ed infine il comparto amministrativo centrale del Consorzio (200).

Saranno 570 i lavoratori che beneficeranno dell’accesso volontario e incentivato al fondo di settore, maturando così, anche la finestra pensionistica dal 31 dicembre, entro il 30 settembre 2017. I lavoratori avranno dunque un incentivo con una base del 10% della retribuzione annua lorda ed un ulteriore aumento economico rispetto a coloro che escono prima del compimento di 62 anni.

Inoltre, vi sarà anche la possibilità di poter restare al lavoro sei mesi in più con una riduzione di stipendio per 12 giorni al mese pagata al 60% prima di poter accedere al fondo esuberi di settore. Per concludere, i dipendenti secondo l’istituto di credito che matureranno la pensione entro quest’anno sono circa 70, mentre i sindacati sostengono che ne siano un centinaio.

Il sindacato Fabi ha anche dichiarato che i manager e i dirigenti hanno contribuito con un 4% della loro retribuzione al Fondo per l’Occupazione, come stabilito dal Contratto Nazionale.