Carboidrati, linea e glicemia: pasta sì, ma meglio se di grano duro e cotta al dente

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 14 Giu 2013 alle ore 10:27am


Quando arriva il momento di rimettersi in forma, la prima cosa che in genere si fa è quella di eliminare i carboidrati dalla tavola. Ma gli esperti avvertono che evitarli completamente è sbagliato: l’importante infatti, è scegliere quelli giusti per garantire al nostro fisico la “benzina” necessaria alle attività quotidiane.

I carboidrati sono alleati del nostro benessere: la pasta, ad esempio, meglio se di grano duro e se cotta al dente, è migliore del pane bianco.

L’indicazione arriva da esperti mondali in campo alimentare, i quali hanno messo a punto il primo “Documento di Consenso” internazionale sull’Indice Glicemico (IG) dei carboidrati.

Ebbene, tale indice serve a misurare la rapidità con cui si alza il valore della glicemia nel sangue dopo aver mangiato un alimento contenente 50 grammi di carboidrati, confrontando questo valore con quello che si registra dopo l’assunzione di glucosio, al quale è attribuito il valore di 100.

Vengono considerati carboidrati ad alto Indice Glicemico (IG), quelli dal 70 in su, quelli a medio IG stanno fra 56 e 69 e quelli a basso IG sono inferiori a 56.

Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy spiega che: “Per una dieta sana non basta tener conto dei grassi, ma anche dei carboidrati, della loro quantità ma soprattutto della qualità. Da questo punto di vista, il carboidrato che ne esce meglio è la nostra pasta che, se è di grano duro e cotta ‘al dente’ ha un IG di 45, preferibile al pane bianco (70). Ma se la pasta è troppo cotta l’IG sale. Così come sale l’IG dei riso e di tutti i carboidrati contenenti amido se la cottura viene prolungata“.