Le possibili soluzioni che il governo sta esaminando relativamente al pagamento dell’Imu sarebbero tre.

Se si parla di Azzeramento: ovvero abolendo definitivamente la tassa sulla prima casa, si andrebbero ad alzare però, le aliquote sulle seconde, terze e quarte case, per coprire il buco 4 miliardi, applicando una vera e propria patrimoniale, che andrebbe a discapito di chi vive investendo sul mattone. Ma poiché, l’associazione dei costruttori aderenti all’Ance ha annunciato un crollo delle vendite, questa opzione è la meno fattibile.

Altra ipotesi, sarebbe l’innalzamento della franchigia da 200 a 600 euro, operazione che consentirebbe di esentare l’85% dei proprietari di prima casa ma che risulterebbe molto costosa in quanto richiede una copertura di circa 3 miliardi.

Terza ipotesi, si pensa di alleggerire l’imposta legando la franchigia al modello Isee. In tal caso, si terrebbe conto del numero dei figli, del valore catastale dell’immobile, dei metri quadri fino alla presenza di un mutuo.

Tra le diverse ipotesi, si parla anche di un ulteriore rinvio della rata di settembre a dicembre, opzione di riserva, se i partiti non dovessero trovare un accordo. Intanto, si cerca di trovare una soluzione anche per l’aumento dell’Iva, che per ora è solo rinviato al 1 ottobre.

Ma il governo è ancora in alto mare sul da farsi. Il destino della tassa sulla casa, è rimandata al prossimo 18 luglio, quando il Governo tornerà a riunirsi.

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