luglio 30th, 2013

Processo Mediaset: per il Pg bisogna condannare Silvio Berlusconi, ma ridurgli l’interdizione

Pubblicato il 30 Lug 2013 alle 10:36pm

Nel processo Mediaset per i diritti tv, la richiesta del pg Antonello Mura ai giudici della Cassazione, al termine di quasi 4 ore e mezza di requisitoria, è stata quella di condanna definitiva per Silvio Berlusconi, e che la sua interdizione dai pubblici uffici sia ridotta da 5 a tre anni.

Ciò che si valuta, è il concorso in fatturazioni fittizie, di Berlusconi, come fondatore del gruppo. Un sistema questo, messo in atto con continuità che aveva lo scopo di “gonfiare i costi per benefici fiscali e produrre pagamenti per la costituzione all’estero di ingenti capitali“.

Nei 94 motivi di ricorso presentati dai legali del leader del Pdl, ci sarebbero questioni di merito e non di diritto. Pertanto, il pg Mura vuole chiedere la conferma della sentenza d’appello, ovvero una pena di 4 anni.

Ma secondo il professor Coppi, che difende Berlusconi “il calcolo dell’interdizione è stato un errore palese dei giudici di Milano. Per il resto – sottolinea il penalista – rimango ammirato dallo sforzo del Pg di difendere una sentenza che è indifendibile“.

Domani mattina dopo le 9,30 si terrà una nuova udienza presso la I sezione penale della Suprema Corte. Qui saranno enunciate le conclusioni dell’avvocato dello Stato e le motivazione dell’Agenzia delle Entrate. Secondo il pg Mura, il processo è stato “celebrato secondo le regole di legge”, pertanto, e ci sono gli elementi del “giusto processo, privo di vizi procedurali”.

I legali di Berlusconi, Coppi e Ghedini, invece, non la pensano così, e vogliono tentare di insinuare il dubbio con la speranza di far annullare tutto.

Papa Francesco vicino a gay e divorziati

Pubblicato il 30 Lug 2013 alle 8:31am

Il Santo Padre, durante il volo di rientro dal Brasile che lo portava a Roma concedendosi ad un’intervista durata un’ora e mezza, ai giornalisti che viaggiavano con lui, toccando un tema molto delicato, come quello dell’omosessualità presente anche nella Chiesa ha risposto “Si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede, ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte“, aggiungendo anche “Chi sono io per giudicare i gay?“.

Il Papa, ha sottolineato, però, che “Il problema non è avere questa tendenza” omosessuale ma piuttosto “fare lobby, lobby politiche, lobby massoniche, e anche lobby gay omosessuali”, affermando di voler approfondire anche il ruolo delle donne nella Chiesa, ribadendo, che “Non si può immaginare una Chiesa senza donne attive” però, dice “no” al sacerdozio femminile.

Ma il Vescovo di Roma, non si ferma qui, e pone una particolare attenzione anche nei confronti dei divorziati. Il Papa infatti, ha spiegato ai giornalisti che “La Misericordia è più grande“, promettendo che in occasione del prossimo Sinodo affronterà il tema e cercherà di recuperare anche lo studio avviato da Joseph Ratzinger per trovare una soluzione ai processi canonici di annullamento, che attualmente sono l’unica strada per chi vuole tornare ai sacramenti.

Intanto una reazione molto positiva alle parole di Bergoglio sui gay, arriva da Nichi Vendola: Il Papa ha detto che la pedofilia non è un peccato, ma un reato, e per l’omosessualità, invece, si è chiesto ‘chi sono io per giudicare un gay?’. Credo che se la politica avesse un milionesimo della capacità ascolto del Papa, sarebbe in grado di aiutare meglio la gente che soffre”.

Miley Cyrus si spoglia su richiesta di Mark Jacobs per la ricerca sul melanoma

Pubblicato il 30 Lug 2013 alle 7:00am

Miley Cyrus si è spogliata per beneficenza. la cantante, ha posato nuda per la campagna pubblicitaria del designer Mark Jacobs dallo slogan “Protect the Skin You’re In” ovvero “Proteggi la pelle nella quale sei”, allo scopo di raccogliere fondi utili per la ricerca sul melanoma. (altro…)