Su Google spopola l”egosurfing’, ossia cercare il proprio nome sul web

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 01 Ott 2013 alle ore 10:54am


Sono sempre di più le persone che scrivono il proprio nome sul motore di ricerca nella speranza di trovarlo in rete. Tale pratica ha un nome: egosurfing. Se abbiamo un profilo pubblico sui social network, il nostro nome comparirà almeno un paio di volte, per mezzo dei link diretti ai profili di Twitter, Facebook, Google Plus, LinkedIn, ecc. A volte, basta anche semplicemente essere menzionati da altri per ritrovare il proprio nome tra i risultati.

Ebbene, secondo una ricerca condotta da Pew research Center nel 2012, il 56% della popolazione americana ha cercato il proprio nome e cognome su Google almeno una volta. Pratica, cresciuta del 22% rispetto all’anno prima.

Così, da questo studio è emerso che gli uomini che fanno egosurfing sono il 58%, ed hanno in media tra i 30 e i 49 anni. Mentre i giovani che lo praticano sono il 64%, la cui fascia di età va tra i 18 e i 29 anni. La ricerca in questione, ha rivelato inoltre, che a fare egosurfing sono il 68% dei laureati e il 43% dei diplomati. Di questi, poi, il 66% ha entrate superiori ai 75 mila dollari l’anno.

Inoltre, spiegano i ricercatori, più cresce l’età, più le persone fanno ricerche su Google nella speranza di trovare informazioni sui propri figli. In quanto si sa, tanti di loro hanno una ‘doppia’ vita, che tengono nascosta alla famiglia.

Infine, spiegano ancora, è aumentato anche l’uso del servizio gratuito Google Alerts, creato da Big G che permette di ricevere aggiornamenti via email sui più recenti risultati relativi ad una determinata query di ricerca.