Lampedusa: immigrati mangiano cani, ma cibo non manca. Fischi a Letta, Alfano e Barroso

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 09 Ott 2013 alle ore 11:21am


A Lampedusa gli immigrati mangiano i cani. A rivelarlo è un abitante dell’isola in un video di You Reporter (postato su You Tube) facendosi portavoce della drammatica situazione che vivono i lampedusani. Un testimone ha raccontato di aver visto due cagnolini catturati, scuoiati e mangiati arrosto. Eppure il cibo a Lampedusa per loro non manca.

Gli abitanti di Lampedusa non ne possono più. Finiscono per sentirsi negletti e rifiutati. “Siamo anche noi Italia”, e chiedono rispetto e solidarietà per se stessi e per i migranti.

Gli immigrati, in soprannumero nel centro di accoglienza, scappano e assediano l’isola, saccheggiando le case. La gente è accogliente con loro, ma ha paura. E’ esasperata per le non decisioni che vengono dal governo italiano ed europeo. A Roma, sottolineano i lampedusani, dimenticano di gestire il “dopo”, quello che avviene quando si spengono i riflettori sull’isola. Così è accaduto dopo ogni tragedia, e così accade dopo ogni visita politica.

Il premier Enrico Letta, il presidente della commissione Ue Manuel Barroso e il vice premier Angelino Alfano, appena atterrati questa mattina a Lampedusa sono stati accolti tra le proteste e i fischi. Una decina di manifestanti ha urlato: “Vergogna! Vergogna!” prima che questi entrassero nell’hangar dove sono sistemate le bare dei migranti morti nel terribile naufragio di alcuni giorni fa: “Andate al centro di accoglienza. Andate a vedere come vive questa gente. Assassini!“, hanno urlato ancora i manifestanti.

Nella giornata di ieri, invece, c’è stata anche la protesta degli immigrati, rinchiusi nel Centro di accoglienza, esplosa dopo due notti di pioggia che hanno ridotto in cattivo stato i loro giacigli. I migranti hanno gettato all’esterno della struttura i materassi e hanno tentato di bloccare i pullman in partenza, che dovevano trasferire una parte di loro nei centri situati sulla terraferma.

La tensione è rimasta altissima, ma per fortuna non è esplosa in rivolta, sebbene sia destinata a crescere di ora in ora, a causa di nuovi sbarchi e maltempo. Attualmente nel centro di accoglienza lampedusano, vivono oltre 800 persone a fronte di poco meno di 300 posti letto.