Ascoli, sesso e violenze sulle soldatesse Parolisi indagato

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Gen 2014 alle ore 9:48am


Proseguono le indagini da parte della Procura militare sui presunti abusi degli istruttori della caserma Clementi di Ascoli, dove prestava servizio anche il caporal maggiore Salvatore Parolisi.

Dodici le persone indagate per violenze, minacce e ingiurie. Tra questi c’è anche Parolisi a tutt’oggi in carcere a Teramo dove sta scontando i 30 anni di reclusione per l’omicidio della moglie Melania Rea.

La Procura di Roma avrebbe chiuso l’inchiesta su presunti abusi ai danni delle soldatesse.

Numerose reclute della caserma sarebbero state ascoltate dal procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, facendo emergere, nell’ambito dell’inchiesta aperta sui fatti connessi all’omicidio di Melania Rea, anche il reato previsto dall’articolo 146 del codice penale militare di pace: ovvero, minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, punito con la reclusione militare fino a cinque anni.

La procura militare, ha indagato per scoprire se da parte di uno o più istruttori erano state attuate minacce nei confronti delle reclute al fine di indurle ad intrattenere relazioni o avere rapporti di natura sessuale.

Il caporal maggiore, secondo la procura, avrebbe commesso un altro reato. Avrebbe trasgredito agli obblighi disciplinari che impediscono a un sergente di giornata di incontrare le allieve, soprattutto dopo il suono del silenzio, ovvero quando il militare “deve accertarsi che tutte le porte dei locali siano chiuse e durante l’arco del servizio vigilare sul contegno dei militari in reparto”.