febbraio 15th, 2014

Eruzione Vesuvio: approvati i piani di evacuazione e gemellaggi con altre regioni

Pubblicato il 15 Feb 2014 alle 2:22pm

Nonostante le dimissioni del premier Enrico Letta dalla carica di Presidente del Consiglio, il consiglio dei ministri ha firmato ieri mattina le disposizioni per l’aggiornamento del piano di emergenza riguardante i rischi vulcanici del Vesuvio.

A darne notizia è il Dipartimento della Protezione civile. Il documento, ha ottenuto l’intesa della Conferenza unificata lo scorso 6 febbraio, e stabilisce l’area da evacuare in modo cautelativo in caso di ripresa dell’attività eruttiva del Vesuvio. Definisce tutti i gemellaggi tra i 25 Comuni che risiedono nella cosiddetta zona rossa e le Regioni e Province Autonome che accoglierebbero nei loro territori la popolazione evacuata.

Nella nota si rileva dunque che “Le aree da sottoporre ad evacuazione cautelativa sono, infatti, sia quelle soggette ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici (zona rossa 1) sia quelle soggette ad alta probabilità di crolli delle coperture degli edifici per importanti accumuli di materiale piroclastico (zona rossa 2)”.

Intanto, entro 45 giorni da quando le Disposizioni del Presidente del Consiglio verranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale, il Capo del Dipartimento della Protezione civile in accordo con la Regione Campania, dovrà fornire alle diverse componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile le indicazioni per l’aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza previste per lo specifico rischio vulcanico al Vesuvio, aggiornamento che dovrà compiersi entro i successivi quattro mesi.

L’obiettivo del piano di emergenza nazionale, è quello di assicurare la mobilitazione di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile come un’unica organizzazione volta a portare soccorso e assistenza ai cittadini.

La paura che il Vesuvio possa eruttare preoccupa moltissime persone, anche perché molti siti web hanno riportato le parole di uno scienziato giapponese, che ha previsto l’eruzione in un breve lasso di tempo. Si ricorda inoltre, che l’ultima eruzione del Vesuvio risale al 1944. Inoltre, è noto da tempo, che il vulcano è attivo, ecco anche perché si registrano spesso scosse sismiche, ultime registrate pochi giorni fa.

Qui sotto le Regioni che dovrebbe accogliere le città campane più a rischio

REGIONE CITTA’ ZONA ROSSA VESUVIO

Piemonte – Portici

Valle d’Aosta – Nola

Liguria – Cercola

Lombardia – Torre del Greco, Somma Vesuviana

Province Trento e Bolzano – Pollena Trocchia

Veneto – San Giuseppe Vesuviano, Sant’Anastasia – Pomigliano d’Arco (enclave nel territorio di Sant’Anastasia)

Friuli Venezia Giulia – Palma Campania

Emilia Romagna – Ercolano

Toscana – San Giorgio a Cremano

Umbria – San Gennaro Vesuviano

Marche – Poggio Marino

Lazio – Ottaviano (parte di Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio)

Abruzzo – Terzigno

Molise – Massa di Somma

Puglia – Torre Annunziata, San Sebastiano al Vesuvio

Basilicata – Boscotrecase

Calabria – Boscoreale

Sicilia – Scafati, Trecase

Sardegna – Pompei

Katie Holmes posta su Twitter foto della sua infanzia, era identica alla figlia Suri

Pubblicato il 15 Feb 2014 alle 1:01pm

Katie Holmes, ex moglie dell’attore Tom Cruise, all’età di sette anni, somigliava molto a sua figlia Suri. L’attrice ha postato su Twitter molte foto e video di quando era bambina. (altro…)

Acromatopsia: vedere in bianco è nero, una cura dai geni

Pubblicato il 15 Feb 2014 alle 12:33pm

Coloro che soffrono di Acromatopsia soffrono di una rara malattia genetica che impedisce agli occhi di vedere i colori provocando fastidi alla vista fino a una parziale cecità.

Durante il convegno organizzato a Mestre dall’Associazione Acromati Italiani si è discusso molto su tale patologia, e sulle novità che arrivano dal campo della ricerca.

Secondo uno studio americano, sarebbe efficace una nuova terapia genetica, finora testata solo sul modello animale, in fase di approfondimento presso lo University College di Londra, che potrebbe essere sperimentata anche sull’uomo nella speranza di recuperare in parte la visione dei colori in questi soggetti.

Quelli che soffrono di Acromatopsia hanno problemi di semi-cecità in quanto sono in difficoltà in tante azioni quotidiane. Dal riconoscere i colori dei semafori, i segnali stradali, ecc.

Si tratta di una malattia rara che è difficile da diagnosticare e per questo, gli “acromati” e esperti in oculistica, stanno organizzando un social network sul quale potersi scambiarsi opinioni, e novità anche per condividere uno stato di salute abbandonato a se stesso dalla società e dalle istituzioni.

A Sanremo anche Armin Zoeggler, lo slittinista olimpico reduce da Sochi

Pubblicato il 15 Feb 2014 alle 11:49am

Anche Armin Zoeggler, lo slittinista olimpico appena rientrato da Sochi, si aggiungerà ai tanti atleti che saliranno sul palco dell’Ariston di Sanremo, la prossima settimana. (altro…)

Calabria, un accordo con Alitalia per promuovere il turismo e i Bronzi di Riace

Pubblicato il 15 Feb 2014 alle 11:21am

I Bronzi di Riace saranno per un intero anno gli ambasciatori della Calabria e del suo territorio in tutto il mondo. Sì, perché, le due statue bronzee, che sono conservate nel museo archeologico di Reggio Calabria, sono state scelte dalla compagnia aerea nazionale Alitalia, grazie ad un accordo siglato con la Regione Calabria, per comparire sull’intera fusoliera di due aerei della flotta. (altro…)

Alti livelli di zinco nelle cellule cartilaginee sono causa dell’artrosi

Pubblicato il 15 Feb 2014 alle 11:09am

L’artrosi è una delle patologie invalidanti, che causa seri dolori e difficoltà di movimento, secondo una recente ricerca, condotta dai ricercatori del Gwangju Institute of Science and Technology della Corea del Sud, sarebbe causata da un eccesso di zinco nelle cellule cartilaginee.

Tale studio, pubblicato sulla rivista Cell rivela che l’innalzamento dei livelli di zinco nella cartilagine sarebbe causato da l’interazione fra due proteine ZIP8 e MTF1, dedicate al trasporto dello zinco e alla distruzione dei materiali extra cartilaginei.

Da qui, sostengono gli esperti, un loro non corretto funzionamento, porterebbe ad una cattiva manutenzione della cartilagine, con conseguente distruzione della materia extracellulare di essa causa di un fenomeno osteoartritico.

Durante lo studio, i ricercatori sono arrivati a questa conclusione e pensano che si possa tentare una nuova prospettiva terapeutica, basata sul funzionamento delle due proteine in questione che fermi la nascita del processo iniziale dell’artrosi.