Il patron della Mivar lancia un appello: “La mia azienda gratis a chi assume operai italiani”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Mar 2014 alle ore 11:20am

Carlo Vichi proprietario novantenne della Mivar, fondata nella Milano del dopoguerra, del 1945, affermatasi negli anni del boom economico la sola azienda italiana che produceva apparecchi radiotelevisivi, non riuscendo più a portare avanti la sua attività, a causa della crisi e della concorrenza spietata dei colossi coreani e giapponesi, non si arrende, e ha deciso di lanciare un appello, nonché una sfida a chi si sente di affrontarla, ovvero cedere la sua attività gratis a una qualsiasi società privata, a patto che assuma operai italiani.

Questo coraggioso e determinato imprenditore, ha pensato di salvare la sua azienda, cedendola gratis a qualche società privata, di provata serietà qualora accetti di fare televisori in Italia, in cambio della sua nuova fabbrica, pronta e mai usata, senza chiedere un centesimo. Alla sola condizione che assuma mille e duecento italiani, abbiatensi e milanesi.

La storia di questa azienda e di questo imprenditore è stata raccontata anche da Domenico Iannacone nella prima puntata dei “Dieci comandamenti”, andata in onda ieri sera in seconda serata su Rai3, nella quale Cralo Vichi ha raccontato che: “molti pensavano che con i risparmi mi facessi una casa. Ma io ho fatto la seconda fabbrica immaginando tanta gente muoversi e che mi sorridesse.“.

L’amore per il suo lavoro, la sua attività, hanno fatto sì che lui tenesse aperte contemporaneamente due fabbriche, pagasse in modo onesto l’Imu, coprisse tutte le spese, dal 2000 ad oggi arrivando a spendere fino a cento milioni di euro.

L’azienda ha novecento dipendenti, ed è in grado di produrre ben 5460 televisori al giorno, un milione all’anno, e chissà che grazie al suo patron non riesca a sopravvivere dando lavoro a tanta gente.