Donna con grave malattia genetica abortisce da sola nel bagno dell’ospedale, accusa i medici obiettori

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 11 Mar 2014 alle ore 11:01am


Valentina questo il nome della donna che ha dovuto vivere una terribile vicenda e diversi aborti, l’ultimo in ospedale senza assistenza. Lei e Fabrizio, sono l’ultima coppia che, ha ottenuto dal Tribunale di Roma un’ordinanza che mette in discussione la legittimità costituzionale delle legge 40. La loro esperienza è infatti, un atto d’accusa contro i medici obiettori.

Due anni fa, dopo che Valentina si era sottoposta all’esame dei villi coriali ed era emersa una grave malformazione al feto, al quinto mese di gravidanza, la donna aveva deciso di ricorre ad un aborto terapeutico. Ma da questa scelta, le è poi stata negata la dovuta assistenza. Tant’è che è stata lasciata sola, a partorire nel bagno dell’ospedale Pertini, dove accanto a lei c’era solo il marito.

Eppure nonostante questa terribile esperienza, ha deciso di non denunciare l’ospedale, ma di lanciare solo una dura accusa nei confronti dei medici obiettori.

Valentina è portatrice di una grave anomalia genetica, e per questo alla coppia era stato negato l’accesso alla fecondazione assistita e alla diagnosi genetica preimpianto per impedire la trasmissione della patologia al nascituro.

Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Coscioni, nonché uno dei legali della coppia, ha presentato lunedì il provvedimento del Tribunale spiegando che questa omissione di soccorso, è un reato penale, anche se la coppia ha deciso di non denunciare la struttura. Nonché, rappresenta la dimostrazione di come la legge 194 in Italia non tuteli sempre la presenza di un medico non obiettore nel caso dell’interruzione volontaria di gravidanza.