Per i contratti a termine, con le nuove leggi emanate dal Governo Renzi, saranno possibili sino ad otto rinnovi nell’arco di 36 mesi. E tutti senza necessità di motivare la causale.

Il ministero del Lavoro ha voluto intervenire con una nota nella quale chiarisce «alcuni dubbi interpretativi». Confermando la volontà di semplificare la normativa vigente, con lo smantellamento degli ostacoli introdotti dalla legge Fornero che hanno portato ad un calo delle assunzioni.

«Il datore può sempre instaurare rapporti di lavoro a tempo determinato senza causale, nel limite di durata di trentasei mesi. Viene così superata la precedente disciplina che limitava tale possibilità solo al primo rapporto di lavoro a tempo determinato». Ed inoltre «La possibilità di prorogare un contratto a termine in corso di svolgimento è sempre ammessa, fino ad un massimo di 8 volte nei trentasei mesi».

Le proroghe dovranno dunque riferirsi «alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato inizialmente stipulato». Cosa ben diversa dalla causale che si riferisce alle «motivazioni oggettive». E tra un rinnovo e l’altro sarà possibile evitare gli intervalli.

Ma il nuovo decreto non si ferma qui, elimina anche i vincoli previsti dalla legge Fornero per il contratto di apprendistato. D’ora in poi, sarà previsto il ricorso alla forma scritta obbligatorio solo per il contratto e patto di prova e non, anche per il relativo piano formativo individuale. Abolite anche le quote di stabilizzazione per poter procedere all’assunzione di nuovi apprendisti.

Infine, cala il costo: la retribuzione dell’apprendista, per la parte riferita alle ore di formazione, sarà del 35% dello stipendio del livello contrattuale di inquadramento. Per il datore di lavoro non ci sarà più l’obbligo di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, che diventa un elemento discrezionale.

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