La chirurgia estetica è un settore in crescita nonostante la crisi, tant’è che a partire dal 2008 è cresciuta in modo esponenziale.

Negli Usa, ad esempio, si è registrato un vero boom. Nel 2013 sono stati effettuati oltre 11 milioni di interventi di chirurgia e medicina estetica, per una spesa complessiva superiore ai 12 miliardi di dollari.

Di questi, 7 miliardi hanno riguardato procedure chirurgiche, mentre 5 miliardi procedure non chirurgiche. A rivelarlo è l’American society for aesthetic plastic surgery (Asaps) che ha presentato i risultati del sondaggio relativo al 2013.

Gli Usa sono il primo paese al mondo per interventi di chirurgia plastica. Ciò che spinge le persone a investire su se stesse, sul proprio aspetto e, più in generale, sul benessere è anche il diffondersi di tecniche e metodiche sempre più avanzate, in grado di dare risultati più performanti e naturali, partendo da interventi mini invasivi.

La liposuzione ad esempio, è al primo posto, degli interventi più praticati. A seguire troviamo la mastoplastica additiva, al terzo la blefaroplastica, seguita dall’addominoplastica, mentre al quinto posto c’è la rinoplastica.

Inoltre, sempre secondo il sondaggio condotto dall’Asaps, aumenta anche la chirurgia intima femminile. Le correzioni più richieste sono la labioplastica, cresciuta del 48% e il rimodellamento dei glutei che ha registrato un incremento di oltre il 58%.

E nel nostro Paese la situazione non è molto diversa. A fare da padrone nella medicina estetica, in Italia, ma non solo, c’è il Botox o botulino. Secondo Giulio Basoccu, chirurgo estetico e responsabile della Divisione di Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva dell’Istituto Neurotraumatologico Italiano, questo atnto ambito trattamento estetico ha riscontrato un netto aumento passando dal 10% al 20% delle richieste.

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