Reddito di cittadinanza, 600 euro a chi è senza lavoro o disoccupato

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 09 Apr 2014 alle ore 10:16am


L’Italia prende come esempio la Francia e vuole erogare dei fondi da destinare ai maggiorenni residenti in Italia in base anche alla volontà del singolo di lavorare.

Tale tipologia di reddito da corrispondere, a determinate categorie di persone, si chiama reddito di cittadinanza, e prevede una somma di 600 euro a coloro che non hanno lavoro.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha annunciato che “La copertura finanziaria per il reddito di cittadinanza esiste, costa 20 miliardi e prevede un contributo di massimo 600 euro per chi ha perso il lavoro o si trova disoccupato”.

Tale reddito, tecnicamente dovrebbe chiamarsi “reddito minimo garantito” e non “reddito di cittadinanza”, perché quest’ultimo sta invece ad indicare l’erogazione di fondi ai cittadini maggiorenni a prescindere che lavorino o meno.

Il disegno di legge, che non è ancora entrato in vigore ma che si auspica diventi effettivo nei prossimi mesi, prevede un reddito minimo garantito del “costo di 19-20 miliardi”, collegato alla riforma del mercato del lavoro.

Ad averne diritto, tutti i cittadini residenti in Italia e con cittadinanza. Potranno beneficiarne coloro che hanno perso il lavoro e coloro, pur lavorando, non riescono a superare la soglia di povertà: nel primo caso è previsto un contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato andrà ad integrare il reddito fino ad arrivare ad un massimo di 600 euro.

L’importo sarà determinato in base al nucleo familiare. L’aiuto sarà dato ad ogni membro della famiglia. Ad esempio: una famiglia che è composta da due persone, di cui una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate, accade che il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), mentre il secondo riceverà il contributo intero per ogni figlio a carico. Il sostegno dello Stato andrà ad integrare anche le pensioni minime.

I centri per l’impiego daranno infine la possibilità, a chi è disoccupato di poter accettare fino a 3 offerte di lavoro “congrue”, ovvero adatte al proprio curriculum.

Se ad esempio una persona ha una laurea in ingegneria, non gli sarà chiesto di dover fare il giardiniere, ma se dopo tre offerte congrue, rifiuterà di lavorare, perderà pertanto il diritto di poter percepire tale reddito.